AH BEH MA SE LE COSE STANNO COSÌ…

Appare oggi un articolo su “La Regione” scritto da parte dei promotori del progetto in replica alle nostre osservazioni.

Iniziamo nel prendere atto che si insiste sulla tematica della democraticità dell’istituzione del progetto. Indubbiamente in questo caso, se qualcuno mente, questi sono proprio i promotori. Da parte nostra abbiamo dimostrato attraverso la loro stessa documentazione che le loro mire espansionistiche vanno ben al di là del progetto attuale e che prevedono di inglobare l’intera valle Rovana sfruttando l’aggregazione comunale con Cevio, tant’è che comuni e patriziati potenzialmente coinvolti stanno tentando di tutelarsi. Un bell’esempio di rispetto dei diritti democratici!
Vanno pure oltre spingendosi nella progettazione transfrontaliera di un “grande parco insubrico” dove il PNL ne è un tassello e la cui formazione sembra già decisa a livello istituzionale ancora prima che la popolazione sia chiamata ad esprimersi:

Constatazione G

Sul modello di Parco regionale è vero che se ne è sentito parlare, ma quindi chi si sarebbe dovuto fare avanti? Chi avrebbe dovuto ponderare la questione? I promotori hanno ovviamente invece mantenuto lo sguardo puntato verso il portafoglio anziché su quello dei diritti fondamentali dei residenti, tant’è che non hanno fatto alcun passo indietro!

Poi si ritorna con la tiritera relativa alla concretezza. L’unica concretezza che denotiamo è l’interesse nell’accaparrarsi i soldi pubblici che arriveranno. Sembrano tanti, ma in effetti saranno pochi se ricordiamo che dei 5,2 mio solamente 2 (forse) saranno a disposizione del promovimento economico per 8 comuni e 12 patriziati, mentre il rimanente confluirà direttamente nelle tasche dei promotori e andrà ad oliare la “macchina” di gestione.

Parlando di territorio, l’articolo stesso ammette che non vi sono le carte in regola per divenire parco nazionale. Quando nel rapporto esplicativo dell’Opar 2007 riscontriamo parametri minimi ben superiori, ci siamo legittimamente chiesti come si intendesse procedere con l’attuazione di un progetto che nemmeno ha i requisiti di base per la sua creazione. Poi, per inciso, parlando di quelle che loro chiamano “zone impervie”, noi constatiamo che in tali zone vi sono tanto di rustici di proprietà privata, zone ricche di funghi e di bacche selvatiche, itinerari escursionistici convenzionali e meno, eccetera. Da questa costatazione si può evincere che il territorio lo conoscono davvero “bene”(!), oppure che, se qualcuno mente, questi sono proprio loro!

Per quanto attiene l’aiuto ai patriziati (“aiuto” lautamente remunerato da soldi pubblici) è noto che il parco non paga il mattone, ma bensì si limita ad un aiuto alla progettazione prontamente eseguita dagli studi di ingegneria di fiducia che risucchiano onorari senza messa a bando di opere, che sono a tutti gli effetti pubbliche. Vorremmo anche chiarire che la remunerazione per la destinazione del territorio della zona centrale (ZC) non sarà di 50 fr. l’ettaro come ampiamente pubblicizzato, bensì di 20 fr/Ha, così come garantito dalla OPAR. L’eventuale aggiunta di un supplemento di 10 fr/ha prelevato dai conti del PNL è ancora da dimostrare. Chi avesse fatto conti diversi dovrebbe ritornare su questi fatti.

Rustici, “le regole non cambiano”. È noto che le regole formali sono ad pappannaggio di chi è chiamato a farle valere, la loro applicazione sarà indubbiamente molto più rigida. Abbiamo tanto di testimonianze che proveranno il contrario. Permessi di sistemazione e altri aspetti burocratici in attesa di licenza, ma rimane tutto fermo perché non si sa se parco sì o parco no. Se questi effetti si sentono ancora prima dell’istituzione del parco, immaginiamoci dopo…

PER CONCLUDERE

Costatiamo amaramente che i nostri articoli vengono sempre amputati e smussati, forse perché mirati e documentati. Gli articoli dei promotori invece hanno tanto di richiami in prima pagina che GIOCANO con titoli mirati a screditare citando addirittura delle menzogne?!? Ennesima dimostrazione delle tendenze politiche e dell’impossibilità di trattamenti paritari nei nostri confronti!

L’articolo stesso, se esaminato e disassemblato evidentemente non dice nulla di concreto, ma come al solito getta solo fumo negli occhi…

SE QUALCUNO È MENZOGNERO QUELLI NON SIAMO NOI.
TUTTO QUANTO AFFERMIAMO È DOCUMENTATO E DOCUMENTABILE NERO SU BIANCO SUL NOSTRO SITO WEB

www.noalparco.ch