AL LUPO AL LUPO – L’APOCALISSE SENZA IL PARCO

 

Da quando è apparsa la notizia inerente l’accordo con l’Italia per l’istituzione del progetto PNL l’euforia di certe persone ha creato discussioni a dir poco sconcertanti. Da un lato chi propugna l’idea di istituire un parco lo fa con un’intenzione di fondo che ci può stare, anche noi amiamo la natura e siamo consci della necessità di valorizzarla e proteggerla, ma poi di fronte alle giustificazioni che vengono date per cui sarebbe indispensabile questo progetto per la sopravvivenza o peggio ancora perché se no i “milioni di Berna andranno altrove” ci sembrano davvero a dir poco ridicole.

  • Istituire un progetto come il PNL significa gravare in maniera molto pesante le nostre amministrazioni arricchendole di commissioni speciali e interconnessioni istituzionali a livelli diversi che non fanno altro che burocratizzare ulteriormente determinati settori (già ora oberrati a causa di norme standardizzate in molti casi inutili). Si parla di portare persone a vivere nelle valli e del ritorno di famiglie ma nessuno parla di come lo si farà, nessuno parla dei vincoli e delle nuove norme che verranno istituite, ad esempio commissioni edilizie e quant’altro… Oggi vi è già un timido aumento della popolazione in determinati paesi delle valli Ticinesi e questo avviene perché la gente inizia ad averne piene le scatole di uscire di casa e vedere solo cemento, la gente vuole sempre più poter coltivare un orto, passeggiare in riva ad un fiume e respirare aria pulita. Un parco nazionale viene normalmente creato in determinate zone per vietare o scoraggiare la presenza dell’uomo e l’avvio di attività connesse e non per attirare nuovi residenti. Anche l’unione europea (vera promotrice di questi progetti) sostiene la tesi, per la quale è necessario vivere in centri performanti (cittadini ovviamente) per mantenere un’efficenza ecologica, soprattutto negli spostamenti (abbiamo già pubblicato in tal senso) ovviamente questo tipo di politica, sebbene vogliano farla calare anche alle nostre latitudini, non è altro che inutile, dannosa e costosa! Noi abbiamo bisogno si di valorizzare, ma NON di rendere ancora più difficile la vita dell’uomo in simbiosi e rispettosa della natura. Se vogliamo poter lasciare in eredità alle generazioni future qualcosa di utile dobbiamo trovare la giusta via e volontà politica di farlo come è stato fatto prima di noi. NON DOBBIAMO piegarci al volere politico ne di Berna ne dell’UE! Se Berna ha fatto accordi per i quali DEVONO istituire più di 2000 km2 di zone nucleo in Svizzera, sono cavoli loro!! Che se li facciano nei loro bei giardinetti di casa! I paesaggi e la biodiversità che già oggi abbiamo sono frutto anche e soprattutto di interventi dell’uomo, che con anni du ssacrifici ha plasmato con agricoltura, allevamento e cura del bene boschivo il nostro paesaggio (nessuno nega che vi siano stati degli abusi ma di certo in generale ci pare che la situazione sia buona, se no col cavolo che parlavano di paesaggi magnifici al alto valore paepaesaggistico da tutelare, o no?). La politica di un parco, che impone zone nucleo, ci permetterà al limite di lasciare un bel mazzo di rovi con piante invasive e grandi predatori, che non trovano spazio e territorio adeguato ed entrano inevitabilmente in conflitto con la presenza della nostra agricoltura di montagna. Banalizzazioni a parte, rendere un’attività a carattere sussidiario di certo non è un esempio di rilancio e nemmeno di  miglioramento! In questo senso non avremo altro che un impoverimento culturale (cosa che ovviamente fa piacere a chi il territorio ce lo vuole sottrarre per il proprio mero interesse).
  • I soldi che vengono stanziati per il mantenimento del progetto non ricadranno mai più lontano dalla cinquantina di persone che già oggi ingrassa con questi “sussidi”. Basta fare due conti per capire che semmai vi sarà un avanzo da investire (tolte le burocrazie), si parlerà di 1.5 mio. Dividete per otto comuni e dodici patriziati e giudicate voi cosa resta. UN PUGNO DI MOSCHE e un salasso di vincoli che non miglioreranno nulla, anzi! Ma davvero c’è ancora gente disposta a propagandare dei vantaggi economici sulla base dei documenti del progetto? L’avidità evidentemente annebbia le menti di alcune persone, le quali pretendono di venire a dare lezioni di natura e filosofizzare su positività e cose di questo tipo. Ovviamente per taluni individui il parco sta già portando parecchi benefici e ben venga per loro, ma che si GUARDINO BENE DI VENIRE A INSEGNARCI COME E COSA PENSARE! Semmai i milioni arriveranno, questi saranno un misero pagamento in cambio del NOSTRO territorio, un vero e proprio specchietto per le allodole per chi purtroppo decide di non guardare oltre alle apparenze! Abbiamo ribadito più volte come questo progetto di parco nazionale sia l’ultimo rimasto in piedi in Svizzera, ma è cosi difficile capire che se altri hanno già rifiutato sulla base di rapporti ed informazioni concrete, non dobbiamo per forza dimostrare di essere gli ultimi e i primi a cadere in tale trappola? Dobbiamo considerarci ultimi visionari e pionieri o sprovveduti e male informati? Giudicatelo voi!
  • Chi ora propaganda il progetto lo fa calando lezioni dall’alto di una sedia d’ufficio, improvvisati ecologisti e maestri della vita nella natura, in realtà persone con un retroscena davvero poco credibile, tant’è che i promotori in prima linea (non i galoppini locali abilmente COMPRATI) nemmeno ci abitano nel territorio del parco, ma pretendono di andare a spiegare alla gente delle valli come dovrà vivere e cosa dovrà fare del proprio territorio! Ricordiamolo bene che il parco è nato in valle Maggia, i comuni coinvolti hanno ben visto le insidie che si celavano dietro al processo e lo hanno respinto fermamente già a livello legislativo! Oggi siamo di fronte ad un disperato tentativo (tant’è che si va fino in Italia) di portare a termine un aborto fallimentare pur di giustificare i milioni scialacquati negli ultimi anni (parliamo di ca. 20mio) per il progetto del PNL, che si giustifica dicendo che sarà un bel parco lago-montagna e altre bestialate del genere. In realtà quanto ci troviamo a combattere è il frutto di un ponderato tentativo di evitare le insidie che la politica normalmente rappresenta per questi tentativi di IMPOSIZIONE, però qualcuno che ci vuole vedere chiaro c’è sempre! Come mai in questa nuova versione locarnese non è mai stato interpellato un Consiglio comunale a riguardo? Nonostante con una certa eleganza la signora Zaninelli continui a sostenere che trattasi di un “Parco venuto dal basso” (la stessa ha appena affermato pubblicamente il contrario ai microfoni RSI), perché non è mai stata posta in votazione patriziale l’adesione al progetto malgrado la legge lo imponga? Semplice! Il fallimento in valle Maggia ha dimostrato come i portatori di interesse, ovvero coloro che hanno un attaccamento particolare alla loro terra, sono un’insidia reale! Oggi con l’appoggio dell’amministrazione cantonale e  con una tattica ben studiata, invece, SI PASSA ALL’ACQUA BASSA e si cerca di mettere a tacere qualsiasi tipo di tentativo di fare le cose come si deve (vedi patriziati dopo la scandalosa rivelazione di Brissago) e nonostante si stia facendo qualcosa in maniera illegittima (per non dire altro) si cerca di far credere che vads tutto bene e che è tutto giusto! Ma diciamo noi, ma se un patriziato non lo vuole il parco, ma perché lo devono imporre? Tra l’altro la cosa è già motivo valido per un ricorso in quanto viola palesemente i presupposti per istituire un parco. Perché non hanno mai dato voce a commissioni di studio? Perché i municipi hanno deciso senza approfondire il tema a fondo? Tutto abilmente orchestrato dai fautori che si nascondono dietro alla giustificazione del voto popolare! Ma se nessuno si fosse degnato di portare alla luce determinate criticità del progetto, che trasparenza avrebbe il processo di questo parco che viene abilmente definito democratico? I nostri politici hanno la coscienza a posto? Possibile che si dia in pasto al cittadino medio un tema tanto complesso da approfondire e che poi si tenti pure di screditare chi ne esce scettico?

Per concludere, NOI CONTRARI non pretendiamo di avere ragione sebbene abbiamo sempre onorato le nostre informazioni con DOCUMENTI. Ognuno è libero di aver lafatto propria opinione, o di attrarre la propria positività con i mantra personali.

Una cosa è certa:

QUESTO PROGETTO INVECE DI UNIRE LA NOSTRA COMUNITÀ, LA STA DISTRUGGENDO E NE USCIREMO IN OGNI CASO INDEBOLITI, INVITIAMO A RIFLETTERE SULLA BONTÀ DI FONDO CHE SI EVINCE DA QUESTO FATTO!