PATRIZIATO DI BRISSAGO – SI APPROFONDISCE E SI RIBADISCE LA CONTRARIETÀ ALL’ADESIONE.

Martedì 27.03.2018 si è tenuta presso le scuole comunali di Brissago l’assemblea patriziale primaverile. La serata è stata caratterizzata da un folto numero di presenti, i patrizi censiti aventi diritto di voto erano circa una settantina Non è un mistero che l’affluenza crescente negli ultimi anni è legata al tema parco nazionale che ormai pare essere il fulcro delle attività patriziali e che le assemblee scorse abbiano scosso gli animi di chi fino ad ora forse non aveva assiduamente presenziato. Dopo un breve preambolo di consuete letture dei conti si è dunque passati al piatto forte, dapprima con un’esposizione dell’iter di adozione da parte del Presidente del patriziato e poi la presentazione del lavoro di approfondimento del tema PNL svolto da una commissione nominata dall’ufficio patriziale ad hoc.

L’iter di adozione del progetto – Il presidente ha esposto quanto indicato da parte degli enti locali per il tramite dell’ispettorato dei patrizi a seguito dei dubbi procedurali insinuati durante le scorse sedute. Di fatto si è confermato come una decisione di principio da parte dell’assemblea sia già stata presa ed è quindi diventata posizione ufficiale del patriziato stesso che ha in seguito preso posizione sia con il Municipio che con il Cantone. Si ricorda infatti che durante l’assemblea del 29.11.2016 si è votato con un risultato di 13 contrari e 3 astenuti. In questo senso l’assemblea patriziale non ha potuto far altro che costatare come si sia stati messi di fronte al fatto compiuto e che ora la decisione passa nelle mani della volontà dell’ente superiore. Se questa è una dimostrazione lampante di quanto si è confabulato in seno ai patriziati per svenderne il territorio, c’è da chiedersi francamente cosa possa voler dire la recente presa di posizione da parte dell’ALPA in favore del progetto PNL. Cosa dobbiamo inoltre attenderci nel caso in cui il comune di Brissago voti a favore del parco? Il cantone obbligherà davvero il patriziato ed i patrizi a sottostare a questa volontà forzando il cambiamento di destinazione del territorio ed infrastrutture patriziali?

Il rapporto della commissione – La Commissione patriziale istituita in seduta del 04.12.2017 ha letto integralmente il rapporto di 12 pagine. Questo ha permesso a tutti i presenti di prendere atto di quanto si è dedotto dagli approfondimenti, i quali si sono basati su una serie di documenti elencati negli allegati quantificabili qualche migliaio di pagine (es. Leggi e ordinanze con i relativi rapporti esplicativi, Piano di utilizzazione cantonale; documenti degli enti e delle organizzazioni nazionali e internazionali coinvolte, documentazioni su altri parchi naturali, ecc.). In particolare, il rapporto della commissione ha sottolineato come secondo il piano di gestione attuale, a subire i primi svantaggi del progetto sarebbero delle cerchie relativamente ristrette. Il progetto è stato infatti accuratamente disegnato per risultare quasi innocuo. A preoccupare sono però le mire espansionistiche previste per la fase decennale seguente che mirano ad inevitabilmente irrigidire e allargare i comprensori attuali, probabilmente con un accompagnamento delle norme che verranno attuate con la tattica del “salame affettato”. È stato pure riconosciuto che un vantaggio economico per il patriziato ci sarà, questo nella misura di ca. di 20 chf per ettaro di territorio ceduto a favore delle zone di protezione totale che nel caso di Brissago porterebbe ad un introito base di 11700 chf fino ad un massimo di 17575 nel caso in cui vi sia un utile di esercizio del PNL. La domanda cruciale che il rapporto ha esposto è a sapere se ne valga la pena e se si creda davvero che il potenziale del territorio concesso sia così limitato.

In conclusione, ed in considerazione della mancata conformità con Legge organica patriziale con la quale si è sottoposto il tema ai patrizi, non rimane che attendere il voto popolare comunale. In caso di accettazione dell’adesione al PNL da parte dei cittadini di Brissago, gli enti superiori sarebbero costretti a decidere in merito all’obbligo di cessione dei terreni patriziali nonostante la dichiarata contrarietà. Ad oggi l’unica cosa chiara a Brissago è che i Patrizi si sono dichiarati a maggioranza contrari alla cessione dei propri territori per il PNL, e si spera che i fautori del progetto ne sappiano prendere nota.