Le 3 I del PNL

INTERNAZIONALE    Il progetto di parco nazionale del locarnese (PNL) si sta rivelando sempre di più un modello di imposizione sperimentale per tutto l’arco alpino. Non a caso il PNL si sta già attrezzando ad un’interconnessione transfrontaliera. Questo fatto oltre ad essere una mossa tecnica per sopperire alle carenze di territorio in suolo elvetico, dimostra un interesse comune presente negli ambienti politici di tutta Europa. Non a caso i modelli si basano su una classificazione IUCN che caratterizza i parchi presenti nel mondo. Questo costatazione basta per riconoscere il processo di globalizzazione in atto a favore di multinazionali ed associazioni fondamentaliste implicate nella gestione e ripartizione di beni oggi ancora considerati come pubblici. Basti pensare a colossi come ROCHE, Nestle, Monsanto, ecc. per rendersi conto che quanto affermiamo è davvero in atto e non frutto di fantasiose ipotesi di complotto. Gli obiettivi dichiarati dalle grandi e potenti associazioni ambientaliste nonché dalle organizzazioni mondiali per lo sviluppo economico sono chiari: allontanare l’umano dalla natura con il pretesto di proteggerla. In realtà quello che si vuole fare è proporre una visione ottimistica del futuro, facendo credere che con la separazione dell’uomo dalla natura, questa si rigeneri e rimargini i danni che purtroppo alcuni umani hanno causato. Fino a prova contraria, a causare i disastri ambientali di cui oggi ci ritroviamo a pagarne le conseguenze, non sono stati i contadini di montagna, o gli indiani della prateria, o gli agricoltori delle pianure umide, e nemmeno i semplici cittadini delle nostre valli. I veri disastri ambientali si consumano lontano dagli occhi della gente comune: nelle foreste dell’amazonia, nelle estensioni del nord America, nel mezzo dei nostri oceani, dove grazie ad una politica capitalista e centrista si sta ammazzando il nostro pianeta.

 

INGERENTE  Il PNL si è rivelato un fardello per la politica cantonale  territoriale fin dalla sua costituzione. Nel corso degli ultimi anni sono stati piazzati in posizioni chiave personaggi con aspirazioni ambientali fondamentaliste assai ambiziose. La prova la si legge nelle direttive dell’UFAM e nell’appoggio ad iniziative oppressive come ad esempio la LEX WEBER, che se da un lato poteva essere giustificata in località alpine molto turistiche e saturate all’inverosimile, come Zermatt o Sankt Moritz, ha inferto un duro ed ennesimo colpo alle economie locali delle valli ticinesi. Citiamo anche i programmi di reintroduzione di specie animali problematiche, che vanno pure diametralmente a colpire i gestori primari del territorio rurale: gli allevatori e i contadini di montagna. Un silenzioso ed eclatante esempio è la Convenzione delle Alpi, firmata dal Dipartimento federale competente ma non ratificata dal parlamento, che mira all’istituzione di misure di interdizione all’accesso umano in forme diverse. Una volta definito l’organo di diritto superiore, i fautori del PNL si sono accaniti sui comuni e sui patriziati con l’appoggio ed il silenzio di chi accondiscende la politica parchista. L’aspetto oltremodo inquietante è il modus operandi che delinea l’accrescimento dei consensi negli esecutivi, una sorta di casta nobiliare a cui si concede lo scettro del potere locale. Il cittadino medio si dovrà piegare per non essere oltremodo vessato dai fardelli di quella che di fatto si rivelerà una sorta di loggia per pochi noti.

 

INTIMIDATORIO  Dopo aver saldamente radicato negli esecutivi, quella che ormai si rivela essere una sorta di pianta invasiva, ci si appresta all’assalto della roccaforte: il portatore d’interesse, che null’altro è che il cittadino locale. Con la scusa dell’aiuto alla pianificazione e con il pretesto dello sviluppo economico, il progetto PNL ha fatto breccia nelle valli alle quali le città hanno tolto tutto, gli stessi centri urbani ora pretendono pure di imporre una soluzione per ovviare al danno arrecato. Valli che ancora oggi subiscono le scelte della Prima i, ambientalisti da salotto che guardano alla montagna dal loro duplex in riva al lago, abilmente intestato alla propria fiduciaria per non sottostare alla loro stessa legge sulle case secondarie. Ed è così che fingendo di tendere la mano ad un bisognoso, si è insediato a tutti i livelli il progetto di parco, inducendo associazioni di ogni sorta e attività a negoziare la loro presenza sul territorio legittima ed antecedente al parco. Dovremo giustificare l’utilizzo del nostro territorio per quelle che sono attività di cultura e tradizione rurale o di svago sociale, fino alla ricerca di pace e solitudine che solo la nostra natura ci può dare. Ed ecco che, come se fosse dovuto, ci ritroviamo a dover negoziare deroghe di ogni genere e a subire privazioni di quelli che sono i sentimenti tramandati dai avi. Ci troveremo a pagare ammenda per attività fino a ieri legittime e del tutto sacrosante, come passeggiare liberamente nei boschi o raccogliere castagne e mirtilli. Che senso ha?

 

Chi è stato il gentiluomo che ha fatto sedere questo porco al nostro tavolo?

 

Se il ciclo delle tre i non verrà spezzato, ci porterà in una spirale vertiginosa nella quale i veri amanti della natura verranno scaraventati fuori per mai far ritorno. Se questo ultimo baluardo di resistenza sarà rimosso, la Prima i muoverà i suoi passi privandoci della nostra terra, acqua, cielo e natura.

 

 

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