PARCO NAZIONALE – L’associazione NO chiede chiarezza

La settimana scorsa sono stati richiesti diversi documenti e giustificativi inerenti al progetto PNL. Sono infatti state inoltrare al Dipartimento del territorio ed alla direzione PNL lettere per ricevere i documenti ritenuti essenziali per una corretta informazione.

Ad oggi infatti sono parecchi gli slogan dei promotori che tuttavia non trovano un fondamento nei documenti disponibili alla popolazione, benché una trasparenza in tal senso sia d’obbligo qualora non si abbia nulla da nascondere.

 

IL PREAVVISO DELL’UFAM

Da tempo si afferma che il progetto PNL nella sua veste attuale sia stato approvato dalle autorità di Berna. Infatti, è stato ribadito più volte come a seguito della fase consultiva questo sia stato inoltrato alla volta dell’ufficio federale dell’ambiente per un bel timbro d’approvazione, perché allora non pubblicare il preavviso di questa lieta novella?

Vi sono dei giustificati e seri dubbi circa la completezza di queste informazioni.
L’UFAM ha sicuramente rilasciato un preavviso esaustivo circa il progetto che ad oggi ricordiamolo, non è conforme alle ordinanze in vigore. Parte degli esempi possono essere la superficie insufficiente delle Zone Centrali, o per esempio i requisiti e gli obiettivi da raggiungere nel tempo, anche tramite l’allestimento di commissioni e di studi scientifici che dovranno valutare l’impatto della presenza di attività umane all’interno delle zone ad elevata protezione.

Come è possibile che un ufficio federale abbia preavvisato senza riserve un progetto con queste evidenti manchevolezze? Vi sono dei vincoli o delle raccomandazioni che non si vogliono rendere noti prima del voto? Di fatto oggi l’unica cosa che sappiamo è che si va a votare su un progetto con un potenziale di ingerenza altissimo senza nemmeno conoscerne i dettagli. A voi giudicare se questa è onestà di informazione da chi dal 2016 ha ricevuto poco meno di 1 mio per, appunto, l’informazione ai cittadini del locarnese. Investimento andato a buon fine?

 

I CONSUNTIVI DELLA FASE PROGETTUALE

Il progetto PNL ha beneficiato dal 2007 ad oggi di almeno 12.75 mio di fondi per allestire il progetto e informare la popolazione residente in merito all’attuazione dello stesso. Ricordiamo che ad avere l’ingrato compito di mettere in evidenza sotterfugi e strategie volte ad eludere i giusti percorsi d’approvazioni sono stati dei privati cittadini. Come è possibile che si sia finanziato con denaro pubblico un’opera che si ritorce contro una buona fetta della popolazione stessa?

Ovviamente parte del denaro è servito a pagare l’onorario offerto per alcuni studi di progetti, ma anche in questo caso le proporzioni a favore delle ricadute sul territorio sono davvero poco rassicuranti. Basti pensare la cifra che si evince dai documenti ad oggi pubblicati parla di un massimo di 1.2 mio, questa cifra sebbene apparentemente ragguardevole è appena il 10% del totale, non proprio quello che si direbbe un sano investimento per la cosa pubblica e visto il conflitto di interessi dei fautori stessi c’è da preoccuparsi…

Anche l’applicazione dei principi di meritocrazia e gli approfondimenti dei business plan con i quali si è proceduto a sostenere i progetti sarebbero da valutare. Per ogni start-up degna di nota infatti si spera che con il tempo l’investimento possa creare un’attività indipendente e non l’ennesimo buco sussidiario. Tenuto conto che non ci risulta che siano stati emanati concorsi pubblici, abbiamo chiesto i dettagli delle spese, per verificare chi abbia percepito quanto, e per capire se siano stati seguiti i principi della legge sulle commesse pubbliche.

In conclusione, e viste le attuali circostanze, non possiamo che rinnovare le nostre preoccupazioni circa quanto si vuole nascondere all’elettorato. Un’ulteriore motivo che rafforza le nostre deduzione è il fatto che i municipi coinvolti per i dibattiti pubblici tentano di soffocarne l’utilità con ridicole premesse e condizioni di partecipazioni che vorrebbero limitare le voci ai soli domiciliati.

Il parco viene fatto nei comuni i quali subordinano tuttavia la regione, il cantone e la confederazione, non per niente si chiama parco nazionale, perché si sta nicchiando nel proporre i dibattiti? Che fine ha fatto la direzione del progetto che ha promesso in pompa magna i dibattiti in fase consultiva ed ora invece sta timidamente in disparte? Ci si erga a difesa del proprio operato e si abbia coraggio di fare ordine invece di mettere gli uni contro gli altri!