PRESA DI POSIZIONE RIGUARDANTE I TESTI DI APPROVAZIONE

Parco nazionale del locarnese: la montagna (UFAM) ha partorito il classico topolino.

da ieri sono disponibili sul sito dell’Ufficio federale dell’ambiente alcune semi-risposte ai quesiti che abbiamo posto da tempo.
Avevamo chiesto di poter conoscere il testo ufficiale di approvazione del progetto PNL e il testo del famoso accordo transfrontaliero che avrebbe dovuto essere firmato nell’incontro segreto del 26 marzo, poi annullato.
Le medesime richieste sono state formulate dalla RSI e anche da un’interrogazione parlamentare.
In una risposta evidentemente raffazzonata, l’UFAM ha prodotto in fretta e furia un comunicato sperticato dove conferma purtroppo lo scenario peggiore da noi previsto, e cioè che il testo di approvazione sarà redatto solo in caso di accettazione in votazione e della messa in vigore dei documenti cantonali di garanzia territoriale. Vale a dire DOPO la votazione (!).

Tradotto in parole povere significa che i votanti conoscono ciò che “Uomo propone” (la Carta del Parco, il PUC eccetera) ma non ciò che “Dio dispone”, cioè le condizioni di approvazione per la concessione del marchio “Parco nazionale”. In pratica si va a votare con la metà delle informazioni necessarie.
Perché è tanto importante conoscere il testo dell’approvazione formale dell’UFAM?

Questo documento dichiarerà che la carta del Parco e i documenti cantonali sono approvati ma dovrà necessariamente menzionare almeno in quale modo e con quale tempistiche si dovranno adempiere i requisiti dell’Ordinanza federale. Infatti il progetto attuale non è conforme per mancanza di chilometri quadrati di zone centrali, per eccessiva frammentazione delle medesime e per la mancanza di continuità territoriale. L’UFAM dovrà quindi specificare le condizioni per il raggiungimento di tali requisiti. Ed è qui che casca l’asino, poiché queste non saranno certamente delle belle notizie. Altre notizie scomode si aggiungeranno con le inevitabili raccomandazioni sulle numerosissime e generose deroghe concesse solo allo scopo di accaparrarsi i consensi iniziali.

I votanti sanno perciò quale sia la pasta che verrà cucinata ma non sanno con quale salsa verrà condita e questo fa una grandissima differenza.
Ancor più grottesco è il testo (definito come provvisorio) fornito sul famoso accordo transfrontaliero. In effetti si tratta di poco più di una dichiarazione di intenti, nella quale non si menziona nessun dettaglio e manca qualsiasi allegato che definisca almeno le superfici interessate. Questo testo suscita più domande che non risposte.
Non si riesce a capire come i progettisti PNL possano menzionare con sicurezza nella carta del Parco che vi sarebbero 15 km2 di zona centrale transfrontaliera computabili.

Non si riesce a capire come dovrebbero venire spesi i 90’000 fr. annuali previsti nel budget (andranno tutti per coprire le indennità di spesa del Comitato di coordinamento, vale a dire “mangia e bevi”?). Soprattutto non si riesce a capire perché l’incontro per la firma di un documento così vago e così poco impegnativo avrebbe dovuto rimanere segreto. Cos’altro si nasconde dietro questo accordo transfrontaliero, a parte il fatto che non funzionerà, come gli altri accordi insegnano?
Quando l’UFAM afferma che “la fase di pianificazione è terminata”, e che i cittadini dispongono di tutte le informazioni necessarie per votare in maniera pienamente consapevole dicono un’immensa bugia.
Ancora una volta Berna dimostra due atteggiamenti ben chiari:

a) è in panico per l’eventualità che questo progetto da ultima spiaggia venga respinto, causando un blocco di decenni sull’adempimento agli accordi internazionali inopinatamente firmati;

b) ha adottato ancora una volta suo modo preferito per rispondere alle domande imbarazzanti dei ticinesi: tentare di sorridere ad ogni costo e beffeggiandoli, tanto sono degli sprovveduti.

Non lasciamoci prendere per i fondelli!

Associazione NO al Parco Nazionale del Locarnese