DAVIDE CONTRO GOLIA

Articolo inviato 10 giorni fa ai giornali e mai pubblicato.

 

Uno sparuto gruppetto di giovani, alcuni padri di famiglia , un paio di persone motivate e con esperienza e quattro soldi in tasca. È Davide che sfida Golia.
Sono preoccupato. La spaccatura nelle Valli , nelle Terre di Pedemonte e a Brissago è ormai evidente e acuta, tutto si giocherà nelle urne il 10 giugno, forse con pochi voti di scarto. Comunque vada, non ci saranno vincitori ma solo vinti .

Sono preoccupato. Parco dal basso, democratico, voto di cuore e non di pancia…. solo tante belle parole.
Il Patriziato di Ronco S/Ascona ha deciso di non più aderire al Progetto di Parco Nazionale, una posizione presa a suo tempo anche dal Patriziato di Brissago (a tuttora senza un riscontro ufficiale da parte del Comune e del Cantone). La stessa cosa è avvenuta anche in altri patriziati dove i Patrizi non hanno avuto la possibilità di pronunciarsi.

La Voce Onsernonese, da sempre fiore all`occhiello della Valle e punto di riferimento oggettivo e pacato per tutti i Vallerani, in questa occasione ha peccato di imparzialità. Un’ edizione straordinaria con piu` di 10 pagine a favore del Parco senza aver lasciato nemmeno uno spazio minimo alla controparte, ai non pochi onsernonesi critici nei confronti del Progetto Parco. Una linea editoriale non condivisibile e preoccupante. Di ben altro spessore la Rivista di Locarno, obiettiva e imparziale.

Sono preoccupato: una Carta del Parco” definitiva”, ma modificata quando alcuni cittadini stanno già votando per corrispondenza.
Sono preoccupato perché, con un si, andremo a convalidare anche un’ “intesa” tra Berna ( UFAM) e Roma (MATTM) per una futura collaborazione senza conoscerne il testo e le condizioni definitive (perché ancora non ci sono?), ma di sicuro con implicazioni dell`UE per via degli obblighi derivanti dall`appartenenza della Repubblica Italiana all`Unione Europea. Nell’ intesa si parla della Riserva naturale della Valle dei Bagni , ma come può una riserva completare un Parco con degli statuti completamente diversi?

Sono preoccupato perché, alla prova dei fatti, mi chiedo senza trovare una risposta, quanti posti di lavoro andranno ai giovani dell’Onsernone e delle Centovalli se la Casa del Parco venisse a trovarsi (come si prevede) a Losone? Nel Parco dell’Engadina ci sono voluti oltre sessant`anni per creare alcuni posti di lavoro in più degli amministratori e dei Guardiaparco, per la maggior parte si tratta di persone impiegate temporaneamente per studi scientifici che potrebbero venir svolti anche senza Parco.

Se il Parco Nazionale fosse veramente come viene dipinto nei video e nei cartelloni pubblicitari dai promotori, non credete che il comune di Zernez (il 65 % della superficie del Parco si trova in questo comune) avrebbe accettato un ampliamento della zona Parco invece di bocciarlo?

Questo è l`ultimo di cinque progetti di Parco Nazionale, tutti respinti. L`ultimo, quello del Parc Adula, rifiutato in votazione popolare meno di due anni fa. Sia Berna che Pro Natura ne sono coscienti e stanno facendo di tutto per evitare che lo stesso scenario si ripeti anche per il Progetto Parco del Locarnese.
Siamo tutti retrogradi e egoisti o vi è altro? A tutte queste domande poche risposte, o vaghe, molti , troppi condizionali e nessuna assicurazione. Una certezza la troviamo per contro negli accordi di Parigi, Kyoto e nella convenzione delle Alpi. Infatti, con la sua ratifica, diventa effettivo l`obiettivo della Svizzera di ridurre del 50% le proprie emissioni di CO2 entro il 2030. Questo sarebbe di per se un bene, se non fosse che si potrà raggiungere questo obiettivo quasi solamente con l`attuazione di Parchi Nazionali e transfrontalieri con immaginabili ampliamenti nel corso degli anni.

Zone sempre più chiuse e lasciate a se stesse, dove la natura potrà seguire il suo corso e con i grandi predatori che prenderanno possesso del territorio. Un territorio che, gioco forza, sarà sempre meno antropizzato.

Ecco perché questa prospettiva mi preoccupa, e dovrebbe preoccupare anche coloro che hanno portato avanti questo progetto (oltre 10 anni e milioni di franchi spesi) senza riuscire a spiegare e a dibattere per alla fine accompagnare e portare tutta la popolazione alle urne con un voto sereno, trasparente e cosciente. Oltre il danno la beffa perché con tutti i soldi a disposizione in questi anni , non passasse il progetto, nelle nostre Valli non resterebbe nulla di tangibile e concreto; tutto ciò ha contribuito all’instaurarsi di un clima deleterio anche nella mia valle.

 

Stephan Chiesa, abitante di Loco.