Di chi dobbiamo fidarci?

In questi giorni il Cantone con una presa di posizione del CdS segnala il suo importante ruolo nel PNL quasi ad ergersi a garante della popolazione che all’interno vi vive ed opera. Sorge ora una domanda. Ma dobbiamo fidarci e di chi?

Basta vedere cosa è successo al Parco del Piano di Magadino, parco che racchiude quello che è stato definito sempre come il granaio del Ticino. Infatti questo vasto comprensorio è stato gestito e tramandato intatto da quando esiste dagli agricoltori. Questo immenso comparto agricolo essendo il più importante del Ticino ha effetti anche su tutto il resto dell’agricoltura cantonale in particolare per l’orticoltura, la foraggicoltura e l’allevamento bovino in relazioni agli alpeggi.
Questo parco del Piano di Magadino è stato creato dal nostro Cantone o forse meglio dai burocrati del Cantone.

Ebbene l’istituzione di questo parco, all’interno del quale vivono e operano un centinaio di famiglie contadine, è di fatto l’espropriazione dell’agricoltura, tanto che l’associazione più rappresentativa del settore agricolo che conta più di ottocento membri e che opera da più di un centinaio di anni, l’Unione contadini ticinesi, è stata esclusa dal comitato direttivo del Parco. Ma non solo l’associazione degli agricoltori è stata esclusa. Anche l’intera Sezione agricoltura, che svolge un ruolo fondamentale per il settore agricolo e che possiede una visione d’assieme delle attività agricole cantonali, è rimasta fuori.
Ma queste esclusioni sono avvenute a favore di chi di cosa?

Nel comitato direttivo, coloro che dirigeranno questo immenso parco, siedono ora ex funzionari statali pensionati, le organizzazioni ambientaliste e alcuni agricoltori che da tempo si erano alleati a queste organizzazioni ambientaliste. Una creazione che sembra riconosca maggiormente interessi particolari rispetto ai veri interessi esistenti da secoli. Un modello di operare che alla fine porterà anche maggiori costi al contribuente, sia per eccessivi sostegni mirati a pochi, sia per inefficienza dell’apparato.
Temo che non ci si possa fidare nemmeno del Cantone, le prove le abbiamo con il recente parco del Piano di Magadino. Non rimane che bocciare il PNL, se chi è in prima linea e che vi opera da sempre non vuole diventare il burattino di gente che di competenze reali di gestione territoriale non ne ha per niente ma è brava a comandare con i soldi pubblici.