INTERVISTA a Sandro Rusconi – Progetto PNL affossato, grazie a tutti!

Tratto da: http://ilpaese.ch/parco-nazionale-the-day-after/

 

 

Un primo rapidissimo commento: vi attendevate un risultato simile?

Eravamo convinti di riuscire a girare la votazione in almeno due comuni. Però le dimensioni del risultato si sono effettivamente rivelate inversamente proporzionali alle forze in campo. È come se una squadretta da oratorio avesse battuto il Real Madrid per 6 a 2. Un risultato del genere non può essere solo merito della squadretta, ma deve essere anche colpa del Real Madrid.

A proposito della “squadretta da oratorio” che ha sbaragliato la squadra di champions league, qual’è stato l’ingrediente segreto che ha permesso questa travolgente vittoria?

È stata una squadra piccolissima ma fantastica e di una simpatia e un entusiasmo come ho trovato in poche occasioni. Io ho aderito solamente nel mese di settembre, ma sono stato accolto calorosamente. Abbiamo fatto poche riunioni e sempre relativamente caotiche, come ben si addice a un gruppo senza gerarchie. Ma ogni volta ognuno è ripartito con dei compiti precisi. Ringrazio chi mi ha accompagnato sul podio nei dibattiti pubblici o alla radio: come Armando Donati (Millevoci RSI) , Antoine Durighello (Cavigliano) e Damiano Maeder (Dibattito Modem Losone). Poi devo ringraziare pubblicamente il grande artista Ivan Artukovich, che con estrema sensibilità e sense of humour ha trasformato in spettacolari vignette il nostro pensiero. Il nostro ringraziamento deve essere rivolto anche ai numerosi supporter esterni che sono stati tantissimi pur desiderando in maggioranza rimanere anonimi.

Cosa si sente di dire a coloro che hanno votato sì?

Io rispetto pienamente coloro che hanno votato sì poiché in grandissima maggioranza erano in perfetta buona fede. Raccomando a loro di non rammaricarsi troppo per questa sconfitta. Non è un’opportunità mancata, bensì uno scivolone evitato.

Cosa si sente di dire a coloro che hanno votato No?

I votanti del NO sono i veri protagonisti di questa storia. Ci hanno gratificato con una presenza massiccia e sorprendente (vedi persino ad Ascona con un solido 40%). Con il loro voto hanno dimostrato che il popolo non può essere trattato impunemente e sistematicamente da imbecille. Hanno dimostrato che “i quattro gatti” devono essere moltiplicati per mille. Non si sono lasciati impressionare dalla retorica a volte suadente a volte redarguente delle autorità e dell’intellighentia politica e hanno votato in libera coscienza. Raccomando a loro di ignorare elegantemente gli ultimi rigurgiti di rabbia e il patetico moralismo dei cattivi perdenti, sono reazioni che valgono e durano poco. Siate fieri della vostra decisione: il popolo ha SEMPRE ragione!

Cosa ha apprezzato maggiormente in questa battaglia?

Come detto, la coesione e la determinazione del piccolo manipolo di valorosi sono stati una vera consolazione anche nei momenti più duri. Ho sentito la simpatia della gente delle valli e della gente che si trova suo malgrado urbanizzata, ma che mantiene un genuino spirito rurale. Pensavo che questi caratteri fossero specie in via di estinzione e sono felice di potermi ricredere.

Poi devo ringraziare alcuni media che, fuori dal coro dei benpensanti, ci hanno dato voce: come la RSI (sì la tanto criticata RSI che questa volta ha dimostrato grande equilibrio e professionalità); la vostra testata (l’unica che non si è piegata al conformismo), il Giornale del popolo (che si è purtroppo spento qualche giorno prima di aver potuto pubblicare una pagina paritetica che aveva in preparazione); la Rivista di Locarno (che si è comportata da vera Signora dell’informazione locale).

Cosa ha apprezzato meno durante questa campagna?

L’intollerabile faccia tosta di coloro che pur di sostenere la propria tesi, hanno negato pubblicamente e spudoratamente anche le evidenze più manifeste. Nella mia vita ho visto mentire molte volte, ma mai con la pervicacia e la “tolla” che ha caratterizzato questa campagna. Faccio un solo esempio: nell’edizione di lunedì 11 del CdT l’associazione Rete dei parchi svizzeri conferma il collegamento diretto fra progetti di parchi nazionali e degli accordi internazionali ratificati dalla Svizzera. Quando lo dicevamo noi erano state definite “ipotesi assurde”, ora viene confermato dal medesimo fronte. A questo proposito devo stigmatizzare l’arroganza con la quale sono stati trattati i contrari. Non è stato facile sopportare con pazienza i sorrisini beffardi quando venivano esposte in pubblico le nostre argomentazioni. Mi è capitato raramente di venire trattato con tanta sufficienza da mostriciattoli di infima categoria. A questi affronti si è aggiunto lo sbarramento totale da parte dei quotidiani che da oltre un mese non accettavano più alcuna replica da parte nostra. È un loro diritto avere una propria linea editoriale, ma spiace davvero costatare che in questo caso non hanno fatto informazione. Spero che abbiano compreso che l’unidirezionalità non è mai una buona consigliera; e se qualcuno perderà anche degli abbonati, dovrà farsi un piccolo esame di coscienza. Infine non ho apprezzato assolutamente i metodi ottocenteschi adottati per forzare l’esito del voto. In Onsernone i fautori del sì hanno indotto a rientrare in valle per la votazione dozzine di residenti all’estero. Si sono persino trasformati i medici in galoppini, violando flagrantemente il codice deontologico. Si sono coinvolti oltre 50 sindaci della regione in un presunto massiccio appoggio al Parco; dico “presunto” perché alcuni di essi (che erano fermamente contrari a questo progetto) sono stati inclusi a loro insaputa nell’elenco.

Ha delle attese sulle reazioni da parte delle autorità cantonali?

Avendo lavorato per dodici anni nell’amministrazione cantonale, parto dal presupposto che i miei ex capi sappiano benissimo come bisogna reagire. Mi attendo comunque che si faccia un po’ d’ordine in casa e che le autorità non indugino troppo nel moralismo verso la popolazione che ha disatteso le loro aspettative. Mi attendo che si rifletta seriamente sul ruolo dell’ERS-LV e sulle sue responsabilità specifiche in questa débâcle e che a qualcuno venga anche chiesto senza troppi complimenti di fare le valigie. Mi attendo che vi sia finalmente una rendicontazione certosina dei fondi pubblici spesi inutilmente per questo progetto. Rendicontazione che abbiamo chiesto a varie riprese già da metà aprile, ma che non è ancora giunta, alla faccia della Legge sulla trasparenza.

Ha qualche suggerimento per le autorità comunali?

No. In sei comuni queste autorità hanno vissuto in prima persona lo smacco e non si devono dare consigli in questi casi. Mi dispiace per la loro frustrazione. Mi attendo unicamente che possano comportarsi da buoni perdenti e che abbiano la forza e il buon senso di trarre profitto da questa sconfitta.

Un ultimo pensiero?

L’ultimo pensiero lo vorrei dedicare ai miei genitori defunti da tempo, che certamente guarderanno dal cielo con immensa gioia questa vittoria del popolo. Penso a nostra madre di origine brissaghese (Canetti) e losonese (Bianda), che ci ha trasmesso l’estro genetico di una gloriosa stirpe di artigiani, commercianti, cucinieri e persino saltimbanchi. Penso a nostro padre di origini schiettamente verzaschesi e in quanto tale, caparbio e sagace contadino di montagna, che ci è stato sottratto da un male incurabile quando aveva più o meno la mia età attuale. Ricordo vividamente come nelle ultime ore del delirio causato dal male mortale disegnasse in aria i gesti della potatura della vigna. È morto così, nel sogno della sua vigna, come per insegnarci in un ultimo maestoso gesto che la terra è l’unica verità alla quale dobbiamo credere. Al funerale di quell’umile gran lavoratore c’era una folla di più di cinquecento persone, ed io ho capito solo in quel momento il senso del passaggio “Contadino del Regno” nella famosa ballata di Fabrizio De Andrè. È quindi ai miei genitori che, unitamente ai miei fratelli e la sorella, devo la forza d’animo, il senso del dovere e il senso della giustizia, e ieri mi sono molto commosso pensando a loro. A loro dedico questa vittoria del popolo che ha impedito di far partire un disegno che avrebbe offeso la loro memoria e quella dei nostri valorosi antenati.