Parco nazionale: the day after

Il verdetto del Popolo è giunto ed è assolutamente inequivocabile. Con la mancata adesione al Progetto PNL di sei comuni su otto il progetto è stato asfaltato per sempre.

Questa decisione la dobbiamo considerare storica per due ragioni. In primo luogo, sebbene si trattasse di una votazione limitata solamente a 8 comuni, essa aveva una valenza nazionale e internazionale. Per questa ragione ci attendiamo che il suo esito negativo frenerà in maniera importante e per lungo tempo i numerosi tentativi di commissariare il territorio delle Alpi svizzere per fini che non sono compatibili con la nostra storia, i nostri usi e i nostri costumi.

In secondo luogo, questo esito è storico poiché ha ribaltato tutte le premesse iniziali che proponevano una forza soverchiante e spesso arrogante del fronte dei favorevoli rispetto al magro gruppetto di contrari. Una sproporzione di dimensioni quasi bibliche, che avrebbe potuto togliere il fiato a chiunque, ma non è stato così e ce ne rallegriamo.

Qualche esagitato ha scritto recentemente che i contrari erano solo 4 gatti, ma si è dimenticato di moltiplicare per mille questo numero. In questi oltre 4000 cittadini trovate persone di tutte le tendenze politiche, di tutte le fedi religiose, di tutte le origini, ma con un cuore grande così per il paese. Questa è la dimostrazione che la partitica classica è defunta e chi ha invece cavalcato quest’onda ottocentesca, utilizzando anche metodi di galoppinaggio altrettanto ottocenteschi, se lo dovrà ficcare bene in testa: il tempo delle meschine dittature piccolo-borghesi è definitivamente tramontato!

I fautori del progetto saranno certamente tentati di addossare la colpa di questa disfatta ai brutti e cattivi contrari, che sono sistematicamente stati dipinti come ignoranti, disinformati, e retrogradi, e capaci solamente di disseminare fobie e false notizie. La costatazione è però molto semplice. Se un progetto, che è costato più di dodici milioni (di cui 1 speso solo per la propaganda finale) e che è stato condotto da un gruppo nutrito di professionisti generosamente remunerati, si è arenato davanti all’azione di contrasto di pochi cittadini volontari che hanno messo a disposizione i loro soldi, il loro tempo libero e la loro passione civica, allora significa una cosa sola: il progetto era debole e fragile.

Il fatto che l’adesione al PNL sia stata sonoramente bocciata in votazione popolare è la dimostrazione finale e incontrovertibile che NON si trattava di “un progetto venuto dal basso”.

Il ruolo dell’Associazione dei contrari è stato un po’ come quello del foglietto illustrativo obbligatorio nelle confezioni dei medicinali. Quel medesimo foglietto che sembra messo apposta per impicciare quando si vuole riporre la boccetta nella scatoletta, così che inevitabilmente viene gettato. Quel medesimo foglietto la cui consultazione viene consigliata a tripla velocità nelle pubblicità televisive. Quel foglietto che porta le cattive notizie e le controindicazioni.

I cittadini lo hanno capito, hanno letto bene, e non si sono lasciati impressionare dal severo aggrottare di ciglia delle autorità comunali, cantonali e federali. Non si sono lasciati abbindolare dalle caramelle e dalle perline colorate che sarebbero state distribuite in cambio dei milioni che sarebbero finiti in tasche immeritevoli. Non si sono lasciati intimorire dal bombardamento a tappeto dell’ultima settimana nei quotidiani, dove la voce dei contrari era stata da tempo bandita. Non si sono lasciati sopraffare dalla prova di forza del Dipartimento del Territorio che ha previsto di spostare temporaneamente la propria sede alle isole di Brissago, come per dire: “vi stiamo osservando da vicino: comportatevi bene”… Non hanno creduto alle rispostine evasive del Consiglio di Stato e dell’ERS che dopo diverse settimane di sollecitazioni, sono arrivate all’ultimo minuto, giusto in tempo per non concedere una replica che li avrebbe massacrati sotto il peso delle loro stesse incongruenze.

No, i cittadini hanno pensato alle VERE conseguenze: alle stupide limitazioni delle inutili zone centrali, alle restrizioni che si sarebbero manifestate nelle zone periferiche; hanno riflettuto accuratamente sulle promesse farneticanti di rilancio economico e sul vero rapporto costi-benefici e hanno infine giudicato il progetto come non fattibile.

Insomma il popolo si è ribellato, e questa ci sembra una reazione e una lezione di sana democrazia. Non è la prima volta che i cittadini sconfessano il parere arcigno dell’autorità costituita e osiamo sperare che non sia certamente l’ultima. Crediamo però che il medesimo popolo ora sia creditore legittimo di risposte inequivocabili da parte della politica.

In primis sarà necessario definire bene le responsabilità su quanto sia (e come sia) stato speso inutilmente per questo progetto. I cittadini si attendono evidentemente che i responsabili di questa débàcle ammettano pubblicamente le loro colpe e che qualcuno faccia elegantemente le valigie prima che gli venga cortesemente richiesto. In secondo luogo sarà necessario che un rinnovato ERS-LV si metta seriamente al lavoro per verificare quanti cocci possano ancora essere salvati del progetto PNL per trasformarlo eventualmente in un Progetto di Parco regionale, che sarebbe un vero motore di sviluppo economico al quale probabilmente aderirebbe certamente un numero molto più consistente di comuni.

Insomma, ci sembra assolutamente necessario procedere a riordinare tutto l’assetto che regola la politica economica regionale. Per troppo tempo si è dormito e si è cullato un sogno brutto e impossibile (ci perdonino i favorevoli per la parafrasi del loro motto). Ora è tempo di svegliarsi e fornire gli indirizzi di cui la regione del Locarnese ha veramente bisogno. Basta con i giocattolini costosi che servono solo ad assecondare l’ego dei piccoli politicanti locali e a riempire le tasche dei soliti noti! Basta con le idee che vengono dall’estero e che ci vengono propinate come se fossero le nostre! Basta trattare il popolo come se fosse una massa di imbecilli!

Fra i contrari vi sono molte persone che sono state oggetto di vilipendio, denigrazione, minacce ed offese. Siamo sicuri che sapranno dimenticare tutto ciò solo se la politica saprà fornire le giuste risposte. Pensando a loro, non possiamo concludere senza ringraziare indistintamente tutti i membri dell’Associazione No Al Parco che hanno lavorato intensamente durante questi ultimi sei mesi, utilizzando tutti i ritagli di tempo e sacrificando per questa causa intere notti, interi fine settimana e anche rinunciando a molti momenti di svago o ad altre incombenze, mettendo a rischio la propria carriera professionale o la propria salute.

Una piccolissima squadra di persone coraggiose alla quale si sono aggregati man mano diversi sostenitori morali e anche materiali. A tutti questi deve andare il nostro riconoscimento per avere saputo avvertire e informare in maniera puntuale e documentata sulle vere cause, sulle vere conseguenze e sulle insidie che si celavano dietro a questo progetto-tranello.

È probabile che questi onorabili cittadini dovranno ancora subire per qualche tempo il rancore e forse anche qualche ritorsione da parte di chi si attendeva un esito diverso, ma a loro rimarrà per sempre il merito e l’onore di avere evitato a tutti un enorme scivolone su un pendio dal quale non sarebbe stato possibile risalire. Grazie a tutti, siete stati grandi!