Chi siamo

La nostra associazione è nata durante la primavera del 2017 e più precisamente il 17 Maggio, giorno in cui è stata ufficializzata presso il ristorante Primavera di Brissago con un primo pubblico di curiosi e volenterosi di maggiori informazioni circa il progetto che stiamo tentando di respingere.

Le persone che compongo il comitato provengono dai diversi comuni coinvolti nel progetto e condividono l’amore per le radici della cultura rurale Ticinese e per il territorio.

Ci siamo mossi dopo aver constatato che non era ancora giunta un’informazione degna di essere chiamata tale a riguardo di quello che si vorrebbe realizzare tramite il progetto di PNL, e quali saranno le limitazioni delle attività per chi da sempre vive i boschi e le montagne come esperienza di libertà, in comunione con la natura. Nemmeno sono arrivate risposte credibili alle tante domande che da più parti sono state poste.

Abbiamo fondato questa associazione spontanea e apolitica perché vogliamo fornire un altro punto di vista sulla questione Parco, cercando di garantire una corretta informazione anche a chi non ha la possibilità e il tempo di approfondire o documentarsi, così che in futuro possa decidere con cognizione di causa sul “da che parte stare”. Crediamo sia un’importante occasione per prendere coscienza anche sul processo burocratico che sta accompagnando la nascita del Parco ormai da troppi anni.

Purtroppo si tratta proprio di questo, se siamo d’accordo sul fatto di creare il Parco e su come si stia orchestrando la sua attuazione. Noi crediamo che un Parco Nazionale del Locarnese non sia un progetto sano perché fondato sulla commercializzazione di un marchio, marchio per il quale si ipotizza un richiamo turistico inattuabile, e attraverso il quale si vorrebbero far rivivere la cultura e le tradizioni di un tempo. Ma la cultura e la tradizione di chi ama la natura e la rispetta, sono già vive nel cuore di ognuno di noi. Non abbiamo bisogno, e per questo non le vogliamo, di regole imposte dall’alto e nemmeno di legacci.

Ad oggi il marchio Parco Nazionale del Locarnese ha solo generato ingenti costi per il contribuente, mantenuto persone per anni con il compito di allestire studi di dubbia credibilità e fondatezza. Ha promosso una sconcertante disinformazione mediatica circa le possibilità future della fauna e l’attuale stato della stessa, distolto l’attenzione su quelli che saranno i divieti inderogabili delle zone soggette all’ordinanza federale sui parchi OPAR e sulle prospettive di ulteriore recrudescenza delle regolamentazioni. Si è perso tempo inutile e si sono sprecate risorse preziose invece di collaborare costruttivamente per costruire un futuro effettivamente migliore per tutti, natura compresa. Il progetto PNL ha finanziato progetti di vario genere senza, a nostro modo di vedere, alcuna meritocrazia o valutazione di rischio e sostenibilità a lungo termine. Il denaro che il gruppo Parco ha a disposizione è pubblico e non ci sembra giusto voltare lo sguardo dall’altra parte, non ci sembra adeguato e prioritario quello che se ne sta facendo.

Il parco nazionale del Locarnese è una minaccia, non solo per le varie attività dell’uomo nella natura del comprensorio in cui si prevede istituirlo, ma per il patrimonio culturale di tutti i Ticinesi e della natura stessa.

Con l’evolversi della nostra società e la delocalizzazione di buona parte della popolazione nei “grandi centri urbani”, un precedente come quello in atto, se non combattuto adeguatamente, rappresenterebbe de facto la prima pietra in Svizzera di un progetto di allontanamento delle popolazioni dalle zone rurali, processo già silenziosamente perseguito attualmente in tutta Europa da parte di organismi internazionali senza scrupoli.

Il comitato dell’associazione è così composto: Francesca Catenazzi presidente, Renato Pedroni segretario, Claudio Berta, Mattia Pellanda, Giovanni Palmieri, Nenad Radivojevic e Sandro Rusconi.