Le classificazioni di un parco

Dalla rigida classificazione dei parchi dei primi decenni del 1900, si è giunti alla più recente classificazione (IUCN, Unione internazionale per la conservazione della natura, Perth, 1990) che, in base a obiettivi di gestione ben definiti, individua 8 categorie di aree protette:

  • riserve scientifiche e aree wilderness: aree in cui i processi naturali possono svolgersi senza l’influenza dell’uomo, adibite alla conservazione della biodiversità e a studi scientifici
  • parchi nazionali e riserve: istituiti per proteggere l’integrità ecologica di uno o più sistemi
  • monumenti naturali: aree caratterizzate da un elemento naturale o culturale di notevole valore
  • aree di gestione degli habitat e della natura: dove viene garantita la sopravvivenza di specie rare o minacciate e di comunità biotiche
  • paesaggi protetti: in cui la popolazione umana e la natura si devono integrare in maniera armonica
  • siti mondiali della natura: aree considerate patrimonio mondiale
  • aree della Convenzione di Ramsar (1971): per la protezione della fauna acquatica
  • riserve della biosfera: aree che fanno riferimento al programma MAB (Man and biosphere) dell’UNESCO. Si tratta di aree naturali da conservare per tramandarle alle generazioni future, scelte dalla comunità mondiale sulla base della rappresentatività dei biomi terrestri. Possono includere anche aree profondamente degradate nelle quali sperimentare il recupero ambientale