Cos’è il Parco Nazionale del Locarnese?

Il Parco propone una visione di sviluppo duplice che sposa la libera evoluzione della natura nelle zone centrali e la promozione economica della regione nella zona periferica.

Il progetto PNL sottostà all’Ordinanza dei parchi di importanza nazionale (OPar) 2007. L’Ordinanza delinea i parametri entro i quali è possibile istituire un progetto di parco e ne sancisce gli scopi e regolamenti concettuali. I requisiti territoriali e morfologici di un comprensorio volto a divenire parco sono il riflesso degli scopi prefissati dall’Ordinanza:

 

  • Zone centrali (ZC): livello minimo di danni alla natura causati da impianti, utilizzazioni e costruzioni umane. Divieto delle attività umane nelle zone centrali cosiddette zone nucleo per permettere un libero sviluppo della natura e quindi un processo wilderness e di rewilding che ne garantirà il marchio e ne rafforza lo status di abbandono e d’inselvatichimento incontrollato.

    Segnatamente l’art. 17 dell’Opar: Al fine di consentire alla natura di svilupparsi liberamente, nella zona centrale non è ammesso:

  1. uscire dai sentieri e dagli itinerari indicati e introdurre animali;
  2. accedere con veicoli di qualsiasi tipo;
  3. il decollo e l’atterraggio di aeromobili civili con occupanti, salvo se vi è un’autorizzazione secondo l’articolo 19 capoverso 3 lettera a o 28 capoverso 1 dell’ordinanza del 14 maggio 2014 sugli atterraggi esterni;
  4. realizzare costruzioni e impianti e procedere a modifiche della configurazione del terreno;
  5. utilizzare il terreno a scopi agricoli e forestali, ad eccezione dei pascoli tradizionali su superfici chiaramente delimitate;
  6. praticare la pesca e la caccia, ad eccezione della regolazione di popolazioni di specie cacciabili per prevenire gravi danni da selvaggina;
  7. raccogliere pietre, minerali, fossili, piante e funghi e catturare animali.

Sono consentite deroghe alle prescrizioni di cui al capoverso 1 qualora siano di lieve entità e giustificate da motivi importanti.  L’effettivo esistente delle costruzioni e degli impianti è garantito. Qualora una costruzione o un impianto esistente non siano definibili “di pubblico interesse”, andranno rimossi quando se ne presenta l’occasione. Le costruzioni e gli impianti esistenti sono di pubblico interesse in particolare quando sono stati messi sotto tutela dall’autorità competente. La zona centrale è inserita nella carta aeronautica secondo l’articolo 61 lettera a dell’ordinanza del 23 novembre 1994 sull’infrastruttura aeronautica con un richiamo alla necessaria attenzione in caso di sorvolo.

 

  • Zone periferiche. Nelle zone periferiche dei parchi nazionali e nei parchi naturali regionali in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi occorre conservare e rafforzare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati (art. 18 cpv. 1 lett. e, ed art. 20 lett. c OPar). Inoltre, la qualità della natura e del paesaggio 2/5 deve essere conservata e valorizzata a lungo termine. Con il termine «natura» si intendono in particolare le tre dimensioni della biodiversità: diversità degli ecosistemi, delle specie e dei geni. Nelle zone di transizione dei parchi naturali periurbani non sono ammessi costruzioni, impianti e utilizzazioni che pregiudichino lo sviluppo di spazi vitali delle specie animali e vegetali indigene (art. 24 cpv. b OPar).

 

Il PNL come presentato alla popolazione è apparentemente innocuo per i comuni sulle rive del Verbano e delle Terre di Pedemonte. Questi hanno già visto lungo ed hanno ottenuto l’esclusione delle loro zone edificabili dalla zona periferica (ZP) del parco. Al contrario, i comuni vallerani subiranno totalmente gli influssi anche nei comparti abitativi. Si instaura anche in questo caso una netta contrapposizione e disparità di trattamento, essendo i comuni già oggi meno competitivi quelli che subiranno le dinamiche e le conseguenze della Zona periferica. Naturalmente questo fatto è curioso ed in netta contraddizione con quanto costantemente affermato dai fautori, ovvero “in ZP non cambia assolutamente nulla” e “il parco è un vero processo democratico”. La contraddizione è lampante anche nel video di presentazione commissionato al documentarista Venziani, che inizia proprio decantando con un elogio le rive del Verbano per l’alto contenuto di valori paesaggistici dalle “reminiscenze mediterranee che tanto hanno fatto la fortuna della regione” che dovrebbero proprio essere salvaguardati e rafforzati secondo l’Ordinanza. Oltre alle Zone centrali nelle quali l’attività umana è quasi totalmente interdetta a tutti i livelli, siamo di fronte dunque ad un patto con il diavolo pure per quanto riguarda le zone periferiche, per le quali, con una certa fraudolenza, si ripete come un mantra che “nulla cambierà”, nonostante i testi di legge smentiscano in maniera categorica queste affermazioni. Una volta istituito l’apparato amministrativo del prospettato PNL, verranno pure create apposite commissioni per valutare ogni nuova opera edilizia e o modifica del terreno. Vi lasciamo immaginare cosa questo possa voler significare, pensando alle premesse derivate dall’ideologia parchista.

Ci si interroga legittimamente su come farà la Confederazione ad approvare il progetto che non raggiunge neppure i requisiti minimi descritti nell’Ordinanza. In un paese normale, gli uffici competenti dovrebbero respingere il progetto e rispedirlo al mittente. Invece la connivenza e la complicità dell’Ufficio federale dell’ambiente è arrivata al punto di stravolgere l’Ordinanza federale (OPar) pur di salvare questo progetto che nasce con le pezze al culo. Proprio in questi giorni abbiamo visto tutti i benpensanti applaudire le modifiche dell’OPar, costruite ad hoc per rappezzare le mancanze del Progetto PNL attraverso la cooperazione trans-frontaliera. Così tutti sono contenti di poter sperare che ulteriori vagonate di milioni verranno sperperati nel progetto.