Come il Parco intende sostenere il territorio

Il Parco dovrebbe essere uno strumento che si aggiunge ai contributi e aiuti provenienti dalle politiche di sviluppo cantonali e federali. In questo senso, il progetto parco si autodefinisce “il Parco è come la quarta gamba di una sedia in particolare nelle regioni periferiche dove la gestione del territorio è particolarmente impegnativa”.

Il parco dovrebbe insomma fungere da coach per tutti quelli che sono gli intenti degli attori locali, che siano questi di natura edilizia, imprenditoriali ecc. Come non si può fiutare la vera motivazione che spinge i promotori a collocarsi in seno agli enti preposti dello sviluppo? Il meccanismo proposto non farebbe altro che permettere ai fautori di auto appaltarsi opere di progettazione e aiuti e quindi giustificare la propria presenza grassamente remunerata senza concorsi pubblici o altro. Se un affare verrà mai fatto questo lo si farà con un ente parassitario che invece di permettere una ricaduta utile ne decurterà l’entità a favore di sé stesso.

Meglio un solido sgabello che una sedia sgangherata, se la gamba è debole si spezza e ci si può fare davvero male!