Cosa porta il Parco?

Il Parco è:

  • Maggiori oneri e costi per chi desidera vivere, riattare e lavorare nel comprensorio in cui verrà istituito, un’ulteriore macchina burocratica
  • Un pretesto per i fautori di insediarsi e radicare la propria posizione e giudizio in seno alle amministrazioni regionali e comunali con ingerenze inevitabili su tutti i tipi di politica
  • il prestigio del marchio Parco Nazionale viene purgato dai cittadini per mezzo di insulse restrizioni appioppate a chi volesse fruire in maniera sostenibile di utilizzo, svago o di ricreazione, un sistema penalizzante per chi ancora cerca un vero contatto diretto con la natura.
  • Il famoso marchio che dovrebbe essere conferito dovrebbe potenziare la visibilità del nostro magnifico territorio e quindi amplificarne i valori con richiami turistici. Inutile ricordare cosa sono stati capaci di fare 3 ragazzi con un video sulla celebre piattaforma YOUTUBE per la Verzasca la scorsa estate, non ci vuole un parco. Questo senza contare che i marchi specialistici dovranno essere pagati (non si sa ancora a quale prezzo) dalle aziende interessate e ritenute idonee.
  • Un potenziale pantano clientelistico nel quale troveranno benefici gli amici degli amici senza meritocrazie e senza trattamenti paritari
  • Una macchina che brucia più olio che benzina, è ampiamente dimostrato come le cifre esposte sono a favore dell’apparato dirigenziale ed amministrativo
  • Una perdita di autonomia per le regioni, con l’avvento del parco, patriziati e municipi non avranno più nulla da dire in quanto a gestione del territorio e promozioni locali. Tutto passerà attraverso il parco
  • Una poltrona comoda per i prossimi dieci anni, se è vero che deciderà un consiglio del parco, è anche vero che questo non è previsto che venga votato democraticamente
  • La disfatta per chi ancora si prefigge gli obiettivi di una vita a contatto con la natura in equilibrio ed armonia
  • Un colonialismo ideologico, attraverso il parco troveranno terreno fertile estremisti ambientalisti ed animalisti ai quali nulla interessa della nostra cultura e tradizione
  • Un pretesto per scialacquare denaro pubblico per chi pretende di dirci come vivere secondo studi scientifici di dubbia attendibilità
  • Un pretesto di ingerenza da parte della Confederazione, Cantone, associazioni e fondazioni che attraverso donazioni chiederanno in cambio l’adeguamento del progetto ai canoni reali che si prefigge: l’allontanamento dell’uomo dalla natura.