Cosa voto? Su cosa mi esprimerò davvero?

Si vuole far credere che si andrà a votare su una specie di test pilota che potrebbe durare solo 10 anni e poi si deciderà in merito al proseguito del progetto. Bisogna rendersi conto che a fronte di un investimento e radicamento delle forze promotrici, non sarà più possibile fare marcia indietro.

Il grande pericolo inoltre deriva dalle fasi successive del progetto, che ad oggi non sono rese pubbliche in quando metterebbero a nudo le mire espansionistiche per altro già riscontrate nell’attuale carta. L’esempio emblematico è l’intenzione di riassorbimento della Valle Rovana approfittando dell’aggregazione dei comuni con Cevio. Il progetto di Parco nazionale non è un progetto locale, ma assieme all’ormai defunto Parc Adula rappresenta un anello di giunzione della catena alpina che interessa soprattutto i fautori di una politica ambientale in cui l’uomo vive in città e gli animali vivono in natura.

Infatti, è risaputo che la convivenza umana con grandi predatori che si intendono reintrodurre è impraticabile. Non si può promuovere un’attività umana alpestre e pastorale ed al contempo favorire l’insediamento di grandi predatori ed aspettarsi che tutto fili liscio. Le politiche ambientali in atto sono una forma di violenza per la natura stessa, che per (scusate il gioco di parole) natura, non è in grado di convivere con le attività umane.

Il 10 giugno si vota quindi in merito all’adesione da parte delle nostre valli e territorio ad una politica ambientale fondamentalista ed europeista senza nessun riguardo e interesse per quelli che sono i nostro valori culturali Ticinesi.

 Il 10 giugno si sceglie se permettere ad associazioni di dubbia moralità di venire a dire ai nostri figli come è giusto vivere in natura.

Il 10 giugno votiamo se permettere si istituire l’ennesima farlocca macchina burocratica, sbattendo la porta in faccia a politiche di aiuto regionale che non inducano a vincolarci.

Il 10 giugno. Votando sì sceglieremo di accondiscendere alle pressioni promosse dall’Unione Europea che mira alla conquista delle nostre risorse, sia naturali che finanziarie.

Per quanto menzionato e documentato qui sopra, unica raccomandazione ragionevole è di votare un deciso NO a questo progetto che rappresenta l’inizio della fine della nostra autonomia decisionale, e delle nostre libertà individuali.