ALPA: La credibilità vacilla

Proprio in questi giorni (metà marzo 2018) sono giunte segnalazioni da diverse persone in merito al tema “Parco nazionale del locarnese” ampiamente pubblicizzato e lodato nella Rivista 2018/1, che per la gradita occasione, è pure stata inoltrata a tutti i fuochi coinvolti nel progetto come proposta di abbonamento.

Ricordiamo però quello che l’ALPA (Alleanza Patriziale Ticinese) dovrebbe e i valori che questa si prefigge di salvaguardare. Dal loro sito web riportiamo due capitoletti, cenni storici e importante presenza del patriziato in Ticino:

Cenni storici

Il Patriziato ha avuto origine dalle Vicinìe, prima forma di organizzazione delle comunità rurali, nate nel Medioevo e rimaste intatte fino alla nascita del Cantone Ticino (1803). Vennero così istituiti i Comuni, ai quali furono affidati essenzialmente compiti di natura amministrativa. Dagli antichi organismi per la gestione delle proprietà comunitarie (boschi, alpi, cave…) derivarono invece i Patriziati. La principale differenza rispetto al Comune è nella composizione della “cittadinanza”; mentre nel Comune hanno diritto di voto e di eleggibilità tutti cittadini svizzeri domiciliati nel suo comprensorio, nel Patriziato tali diritti appartengono, di regola, solo ai discendenti delle famiglie patrizie, anche se domiciliati altrove. I Patriziati si occupano della gestione delle proprietà comunitarie: boschi, cave, alpi e caseifici, oltre a infrastrutture sportive e turistiche. Sono proprietari del 75% dei circa 140’000 ettari di bosco del Ticino.
L’ALPA è sorta nel 1938, su iniziativa dell’avv. Brenno Bertoni e dell’avv. Waldo Riva, allo scopo di riunire i diversi Patriziati del Cantone e di rappresentarne gli interessi di fronte alle autorità.

Importante presenza del Patriziato in Ticino

Molte sono le attività dei Patriziati ticinesi in favore dell’intera Comunità: dalla gestione del territorio, alla cura del bosco; dal ripristino di archivi storici, alla realizzazione di zone sportive; dalla creazione e mantenimento di pregiate zone di svago, alla promozione di eventi culturali; dalla realizzazione di stabili a pigione moderata, alla gestione di alpi e pascoli; dal ripristino di selve castanili, alla gestione di aziende forestali.

 

 

Beh, che dire, di sicuro un’organizzazione come l’ALPA ha come scopo quello di valorizzare e promuovere i patriziati, i diritti di patrizi e il futuro delle istituzioni medesime. Come leggere allora un così forte appoggio al progetto PNL? Possibile che un’associazione di questo genere offra un appoggio così incondizionato ad un movimento centralista come quello del prospettato Parco?

Ricordiamo che il PNL ha astutamente eluso e protratto la valutazione del proprio progetto oltre ogni termine utile per un intervento in assemblea patriziale, e questo in tutti i patriziati coinvolti. Il PNL ha intenzionalmente riconosciuto quale rischio e primo duro scoglio una votazione patrizia proprio perché, nella loro qualità di portatori di interesse primari, i Patriziati sono maggiormente toccati dalla sottrazione del proprio territorio. Una volta che la frittata è stata fatta, i promotori del Parco si sono abilmente nascosti dietro un dito a seguito della nostra pubblica denuncia e attraverso incontri strategici “segreti” con i vari presidenti patriziali hanno elaborato una strategia di ammorbidimento degli eventuali scettici della prima ora.

Il nostro primo intervento di richiamo risale al mese di agosto 2017 nel quale abbiamo denunciato l’inosservanza della LOP agli enti locali e richiamato proprio anche l’ALPA in quanto secondo noi venivano lesi i principali valori e diritti dei patrizi. La Sezione degli enti locali ha taciuto fino ad una settimana prima del termine per le osservazioni (dicembre 2017) alla documentazione dei progetti PNL e PD. Hanno risposto solo su solleciti disperati da parte di singoli membri di uffici patriziali che non sapevano più come tirarsene fuori. La risposta tuttavia, una volta giunta è stata alquanto tendenziosa ed ha pienamente confermato i nostri sospetti circa la strategia “della clessidra”. La risposta lascia trasparire che in caso di votazione patrizia si potrebbe fare valere l’interesse dell’ente superiore calpestando grossolanamente i diritti democratici che si pensava valessero ancora nel nostro paese. È chiaro come il sole che il governo cantonale esiterebbe ad intervenire in questo modo, e quindi cerca di ottenere un consenso a tutti i costi. Pensiamo che una porcheria come la compravendita del consenso del patriziato di Intragna in cambio dell’agevolazione del rimborso di prestiti possa bastare come imbarazzante esempio di tale strategia!

Nel discorso presidenziale inoltre si loda la “magnifica collaborazione” in atto con i vari dipartimenti cantonali, eccovi uno stralcio del testo reperito nel sito.

Siamo soddisfatti di come si continua a lavorare, sia con i tre Dipartimenti che ci coinvolgono (Istituzioni, Territorio e Finanze ed Economia) che per il rapporto schietto e costruttivo con i rispettivi alti funzionari.

Non è solo per simpatia che gli stessi sono sempre presenti alle nostre Assemblee! Anche con i diversi Enti regionali di sviluppo sono sempre più le collaborazioni costruttive. Andiamo avanti in questa direzione. È nell’interesse di tutti.

Quale esempio quanto ha supportato l’ERS – BV, dove dal 2011 sono stati sostenuti oltre 150 progetti (70% nelle Valli) con investimenti generati per oltre 45 milioni.

In particolare:

  • Ammodernamento Alpe Pontino (Patriziato di Airolo)
  • Sistemazione recinzioni ricovero ovini, risanamento fornaci e sistemazione sentiero Ponto

Valentino-Sorda (Patriziato di Ponto Valentino)

  • Elettrificazione Alpi Cristallina e Stabiello (Patriziati di Giornico e Cavagnago)
  • Riqualifica e valorizzazione selve/castagni secolari (Patriziato di Claro)
  • Abete magico di Faido (Patriziato di Faido)
  • Ristrutturazione rustico Tei (Patriziato di Giornico)
  • Ristrutturazione Alpe di Carì (Degagna di Fichengo)
  • Rinnovo ponticelli in una selva castanile (Patriziato di Robasacco)
  • Ristrutturazione cascina Alpe Pian Nara (Patriziato di Prugiasco)
  • Sistemazione sentierone Garzott-Motterascio (Patriziato di Aquila-Torre-Lottigna)
  • Camping Bedretto (Patriziato di Bedretto)
  • Sistemazione e valorizzazione della via storica Altanca – Ritom (Patriziato di Altanca)
  • Progetto di gestione del paesaggio rurale “Paesaggio Monda” (Patriziato di Carasso)
  • Nuovo centro medico di Aquila (Patriziato generale di Aquila – Torre – Lottigna)

Anche le cifre sono veramente significative a testimonianza che ora siamo a regime.

Anche qui l’ennesima dimostrazione di come non ci sia per nulla bisogno di barattare territorio e libertà a favore del famoso pugno di mosche proposto dai fautori del progetto!

In conclusione, noi crediamo che l’ALPA abbia perso un’occasione d’oro per dimostrare la propria credibilità restando quanto meno neutra. Invece si è fatta promotrice di un processo aggregativo anti-democratico che ha leso gli interessi delle persone che l’ALPA dovrebbe rappresentare, cioè i patrizi stessi!