Gestione flora e fauna

Se fra di voi c’è qualcuno che coltiva il proprio orto, saprà facilmente rispondere alla domanda “cosa succede se smetto di curarmene per due o tre anni?”. Giusto, cresceranno ortiche ed erbacce e poi ancora rovi ed arbusti invasivi.

Ebbene, quello che succede in due o tre anni ad un orto negletto con le sue pianticelle a ciclo stagionale, ricapitola molto bene quello che succede su scala decennale e secolare ad un vasto territorio che è stato coltivato da tempo immemorabile. I prati secchi non più sfalciati si inselvatichiscono e le centinaia di insetti che dipendevano da tale ecosistema si estinguono. In parallelo, le radure vengono invase dal bosco e la selvaggina minuta (lepri, fagiani, pernici) non trova più il proprio habitat; i pascoli vengono invasi da sterpaglie come l’erica, il ginepro, il rododendro o l’alno, diminuendo le zone adatte per le marmotte e altra selvaggina minuta di alta quota.

A partire dal dopoguerra, il nostro territorio, che fino ad allora era coltivato e pettinato quasi fino all’ultimo ciuffo d’erba, ha visto il susseguirsi di questi eventi ed ha perso una gran parte della biodiversità che si era formata nei secoli. Chi persegue l’idea di perpetuare questo inselvatichimento decretando l’istituzione di zone a libera evoluzione, non fa altro che consolidare questo disastro.

Approfondiamo queste constatazioni:

  1. Nel Piano di gestione del PNL non si fa alcun accenno alla problematica delle specie vegetali invasive alloctone
  2. Nel testo del piano di gestione si fa riferimento a due specie animali problematiche: il cinghiale e il cervo
  3. Il re-insediamento dei grandi predatori

Il progetto del Parco con le sue zone centrali è un esempio emblematico di tale incoscienza ecologica. Come se ciò non bastasse, nel piano di gestione non si trovano nemmeno gli accenni ad alcune problematiche molto serie legate alla gestione di piante e animali in tali zone a libera evoluzione, come il problema delle piante invasive alloctone e il problema dei grandi predatori. Queste lacune programmatiche sono dovute a beata ingenuità, a pura negligenza, o peggio, nascondono qualche maligna intenzionalità?

Ci sentiamo obbligati a rispondere a queste due domande:

  • Come fidarsi di un progetto che sorvola in maniera inelegante su tematiche essenziali?
  • Come fidarsi di una propaganda che diffonde tante mezze verità per farle sembrare una verità intera?

Quindi l’unica opzione è RESPINGERE IN VOTAZIONE IL PROGETTO PNL!