Territorio e requisiti

In questo capitolo valutiamo e riflettiamo in merito a quanto contenuto nel progetto PNL in relazione al territorio e ai requisiti per essere parco. In particolare abbiamo tenuto conto della vastità dello stesso e delle leggi che ne disciplinano l’approvazione, come pure dei pericoli più o meno latenti derivati dal modus operandi previsto per la sua attuazione.

In particolare osserviamo ed approfondiamo che:

  1. Il progetto parco nazionale del locarnese sottostà, in caso di attuazione, all’attuale ordinanza sui parchi svizzeri (OPar), subordinata alla legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LFN).
  2. Nelle zone nucleo sono site ca. 300 tra sorgenti e ambienti fontanili.  Ci meravigliamo di non trovare accenni ad alcune situazioni altamente problematiche che hanno un elevato impatto sulla coesistenza della fauna e flora indigena. Riteniamo altamente sospetta la mancata menzione di queste importanti tematiche, che in buona parte denotano situazioni in netta contraddizione con i principi espressi nell’ordinanza. Forse non si vuole pregiudicare l’accettazione da parte dell’ufficio federale preposto? Oppure non si vuole innervosire un’azienda dall’elevato peso economico come l’OFIMA?
  3. Secondo l’OPar il concetto di “zona nucleo” presuppone la definizione di perimetri che fungano da “cuscinetto”. Riteniamo quantomeno strano che non ci siano accenni a tali zone cuscinetto nelle quali sarebbero messe in vigore alcune limitazioni, la cui portata non è conosciuta.
  4. La ripartizione territoriale contrapposta alla massa dei votanti è totalmente squilibrata ed ingiusta. Riteniamo questa flagrante asimmetria di consapevolezza, un fattore allarmante in vista della votazione popolare.
  5. Si afferma che il progetto di PNL si completerebbe, nel caso in cui venisse accettato da parte svizzera, con una futura area protetta in territorio italiano di ca. 37 Kmq nel comprensorio della Valle dei Bagni sui comuni di Santa Maria Maggiore, Craveggia, Toceno e Re per la quale vi è in corso una negoziazione a livello transfrontaliero. La domanda immediata è: a quale prezzo si vorrebbe realizzare questa manovra?

In conclusione, il territorio oggetto di votazione con il progetto PNL ci pare assolutamente inadatto allo scopo prefissato per tutta la serie di motivi e gli approfondimenti elencati sopra. È chiaro che ora come ora i fautori lodino le qualità del parco, cercando in tutto e per tutto di portare a casa quel che rimane del progetto iniziale e tentando piuttosto goffamente di deviare il destino dal binario che inesorabilmente li sta guidando.

Ricordiamo come un parco nazionale é concepito innanzitutto per una protezione totale della natura e per permettere la conduzione di studi scientifici allo stato di libero sviluppo della medesima. Il fatto che si proponga il PNL a fini turistici ed economici è un altro faro lampeggiante che segnala PERICOLO! La legge stessa (LPN art. 23f cap. 2) non indica tra gli obiettivi del parco nazionale la promozione economica, demografica e turistica sbandierata ad oltranza dai promotori locali, per il quale é invece previsto il parco regionale. Con la scusa dei benefici e indotti turistici (mai dimostrati con uno studio) si tenta di convincere l’opinione pubblica della bontà e della necessità del progetto di parco nazionale. L’obiettivo sottaciuto dei creatori ideologici di “allontanamento umano”, è in totale contrasto con il desiderio d’attrazione turistica direttamente nel cuore del parco. Semmai, e a prescindere che ciò accadrà, a beneficiare di un possibile rilancio potrebbero essere i comuni che detengono la maggior quota parte di alloggi nella regione (Ascona, Locarno, campeggi Tenero ecc.).

L’articolo 15 paragrafo C dell’OPar cita testualmente:

il territorio di un parco nazionale è caratterizzato da elevati valori naturali e paesaggistici: segnatamente da un livello minimo di danni causati da costruzioni, impianti e utilizzazioni agli spazi vitali di specie animali indigene nonché alle caratteristiche del paesaggio e all’aspetto degli abitati.

Questo è chiaramente in contrasto con tutto quello che rappresentano le nostre valli e i nostri monti, dove la presenza umana è più o meno marcata e non sempre in armonia con gli spazi vitali delle specie animali (vedi esempio degli impianti idroelettrici o di altre attività tradizionali che potrebbero essere considerate come incompatibili con i principi espressi).

Quindi se riflettiamo in merito all’interpretazione dell’articolo, abbiamo già seri dubbi sull’applicazione dello stesso una volta creato il parco. Chi ci garantisce che un domani per allinearci all’ordinanza federale non saremo costretti sulla base di chissà quale studio a dover fare dietro-front su attività e presenze umane oggi assodate e garantite dalla nostra sovranità patriziale e comunale?

Non possiamo ipotecare il nostro territorio con un auspicato richiamo turistico derivato da proposte itineranti di dubbia sostenibilità. Quanto si auspica di realizzare può tranquillamente essere attuato attraverso le attuali politiche di sviluppo regionale in collaborazione con l’ente turistico.

Se il territorio dei “nuovi” comuni reclutati dopo il 2009 fosse stato davvero ideale alla creazione di un parco, gli stessi promotori vi avrebbero sin da subito focalizzato le loro attenzioni senza utilizzarli come patetico ripiego dopo l’amputazione della valle Rovana e le chiare defezioni dei comuni di Cevio, Bignasco, Maggia, Gordevio e valle Bavona (vedi come il perimetro sia stato stravolto dal progetto originale e i comuni di ripiego non fossero minimamente presi in considerazione in fase di studio).

In seguito a quanto esposto, ci sembra necessario mettere in guardia tutti gli abitanti e possidenti del territorio incluso nel PNL a volersi cautelare. Invitiamo a volervi cautelare innanzitutto basando la vostra scelta per un “sì” o un “no” su delle risposte scritte e su testi di legge, di regolamenti ben definiti, in quanto non vi saranno deroghe in materia di rigore in applicazione delle stesse.

Il solo fatto di aver assistito a delle serate informative che presentano una BOZZA è già abbastanza scandaloso, non crediamo si possa o debba andare oltre, dando fiducia ad un gruppo che opera con poca trasparenza e induce le autorità stesse a consultazioni strategiche e a tattiche persuasive!

Se il Parco fosse davvero la panacea per lo sviluppo dei territori ivi inclusi, perché tanta nebbia? Vi siete mai chiesti che cosa possa succedere in seguito alla persuasione basata su risposte vaghe e a volte imprecise o persino fuorvianti fornite dalle “ragazze immagine” ai tavoli delle serate, e una volta creato il parco scoprire che non è proprio tutto così come veniva dipinto? Vorremmo vedervi a posteriori impugnare la vostra decisione davanti ad un giudice.

IMPARIAMO DAL PASSATO E RIMANIAMO PADRONI DI QUEL POCO CHE CI RIMANE, NO AL PARCO, SI ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO.