Concetti base

INUTILE  perché:

  • amiamo la nostra regione, la cultura rurale ticinese e siamo in armonia con la natura anche senza parco
  • non abbiamo bisogno di un’iniziativa che punta a rilanciare le zone periferiche attraverso la limitazione dell’utilizzo del territorio
  • i dati statistici di confronto dimostrano che un parco nazionale non incentiva il ripopolamento delle zone discoste
  • i progetti di rilancio possono venir promossi senza l’istituzione di un parco nazionale, ad esempio con normali aiuti di politica regionale
  • aumenterà la burocrazia
  • le aziende che vorranno utilizzare il marchio parco saranno chiamate a sforzi supplementari per raggiungere i canoni richiesti
  • già oggi c’è inselvatichimento incontrollato, anche senza parco
  • dal punto di vista forestale il parco è superfluo perché sono già oggi presenti delle riserve
  • non promuove l’allevamento di montagna ma crea le condizioni per una sua trasformazione in attività da museo
  • citiamo: “le zone centrali avranno un effetto positivo sulla riduzione del CO2 nell’aria e contribuiranno in tal modo a ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico”. Il lettore viene ingannato facendo credere che si creerà qualcosa, in realtà quelle aree esistono già e sono perfettamente rigeneranti e funzionali per l’atmosfera, il parco non accresce questo aspetto
  • il parco promuove silenziosamente l’abbandono delle zone rurali ma si pubblicizza ampiamente con le immagini di queste regioni plasmate dal lavoro sul territorio dei nostri avi nei decenni e secoli passati
  • con l’annessione dei comuni cittadini, vengono disattese le richieste di sostegno turistico nelle zone periferiche come previsto alla nascita del progetto
  • le zone urbane saranno le principali beneficiarie dell’ipotetico richiamo turistico del PNL, soprattutto in considerazione dei pernottamenti
  • in modo consapevole e collettivo, ad esempio tramite i patriziati, questo meraviglioso territorio è già ampiamente rispettato in tutte le sue forme
  • le zone urbane si garantiranno un ipotetico vantaggio e richiamo turistico pur partecipando al parco soltanto in una misura insignificante
  • il parco nazionale viene creato per un puro fattore di brand, gli altri aspetti sono secondari
  • le zone periferiche subiranno i vincoli ma non trarranno vantaggi sostanziali, i quali andranno a concentrarsi nelle zone urbane, prive di limitazioni
  • si sottolineava nel pre-studio l’esigenza di un parco non restrittivo ed invece si propone esattamente questo
  • a livello locale si incentiva molto il turismo e l’utilizzo della bicicletta (con grande successo ad esempio in Engadina o localmente sul Monte Tamaro) ma poi si vieta di poter praticare questa disciplina nelle zone centrali

 DANNOSO  perché:

  • lo scopo primario di un parco nazionale (cat.2) è proteggere l’integrità ecologica dell’ecosistema. Lo scopo primario del PNL é promuovere il turismo e il fattore economico locale. Quindi il PNL va contro i principi stessi di un parco nazionale. La giusta categoria da adottare sarebbe un parco regionale (cat. 5) (fonte IUCN)
  • un parco nazionale per concezione è creato per limitare ed eliminare la presenza dell’uomo, il PNL promuove quindi l’abbandono progressivo
  • favorisce l’introduzione dei grandi predatori a danneggiamento dell’allevamento di montagna
  • il 70% delle greggi di montagna in Ticino non sono proteggibili dai grandi predatori (studio Agridea), il parco favorirà una morte lenta e silenziosa delle attività di allevamento non solo nel PNL ma anche nelle regioni limitrofe
  • la durata limitata a 10 anni del contratto maschera una strategia di progressivo inasprimento delle limitazioni imposte (salami-taktik)
  • è da attendersi un acutizzarsi del rigore dell’applicazione di leggi in vigore
  • a medio termine sarà gioco forza necessaria un’espansione delle zone nucleo per rientrare nei minimi di superficie dell’ordinanza federale
  • si innesca un’inesorabile decadenza del concetto di patriziato
  • a medio termine le associazioni promotrici ambientaliste ed operanti a livello internazionale, pretenderanno una restrizione delle attività permesse nelle zone centrali. Le deroghe oggi concesse verranno a cadere
  • getta le basi per la sua istituzione tramite la creazione di un consenso artificiale ricercato con una politica di promozione milionaria e dettata da associazioni internazionali non legate al territorio e alla cultura ticinese
  • i promotori internazionali che stanno dietro a questo progetto (IUCN) si credono intellettuali ed esseri umani di qualità superiore rispetto alla popolazione rurale
  • con questo ingenuo progetto ci si vuol far credere che senza parco siamo degli irresponsabili verso la natura
  • non concediamo la sovranità territoriale ad un ente che fa capo ad associazioni internazionali che promuovo l’abbandono progressivo delle zone rurali in favore dello sviluppo incontrollato della natura
  • sancire il libero corso della natura significa anche non poter controllare alcuni fenomeni dannosi per il nostro ecosistema, ad esempio le piante invasive e le specie alloctone
  • non viene detto che l’inselvatichimento programmato favorisce la crescita incontrollata della vegetazione e condanna alcune specie animali a causa della perdita del loro habitat
  • implica la cessione dei diritti patriziali a favore di un ente gestore
  • istituendo un finanziamento continuo dell’economia del parco si creerà un meccanismo di sussidio da cui sarà poi difficile uscire
  • i comuni urbani detengono una minima quota di territorio nel parco ma hanno un’influenza pesante quanto i comuni che concedono tutto il territorio e accettano di istituire delle zone nucleo e vincoli al loro interno
  • si disciplinerà l’uso dell’elicottero e dello spazio aereo tramite un regolamento esterno, ma non si dice che lo stesso potrà essere influenzato dalle organizzazioni ambientaliste per stringere i criteri di tutela nel territorio del parco senza passare da una revisione del contratto di gestione
  • Pro Natura che è promotrice del parco, si dichiara fermamente contraria a qualsiasi concessione di attività nelle zone centrali
  • rappresenta uno dei tanti tasselli per la creazione definitiva a lungo termine di un unico parco internazionale nella catena alpina

COSTOSO  perché:

  • i fondi realmente spesi per progetti sul territorio sono circa solo il 20% dell’intero budget del parco
  • introdurrà delle sanzioni per i trasgressori dei divieti nelle zone nucleo
  • non sono state rese pubbliche le valutazioni del progetto secondo gli accordi programmatici e non è possibile quindi stabilire l’esatto potenziale economico, naturalistico e sociale del PNL rispetto al Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina e i parchi regionali
  • non è data alcuna garanzia alla popolazione chiamata a finanziare il PNL a riguardo dell’effettiva sostenibilità a lungo termine
  • oggi il PNL riceve degli aiuti finanziari esterni che potrebbero non continuare in futuro e a cui lo stato dovrà sopperire
  • gli attori economici del parco saranno chiamati a migliorare la loro offerta in maniera parco-compatibile. Il parco offrirà delle consulenze, ma gli investimenti necessari dovranno essere sostenuti dai singoli imprenditori
  • il parco svizzero dovrà estendersi oltre frontiera per raggiungere una superficie minima legale, una parte del budget sarà spesa per garantire la continuità in questi territori italiani
  • si crea e si mantiene un apparato amministrativo che per il suo funzionamento assorbe un terzo del budget annuale del parco
  • il parco verrà riconosciuto come transfrontaliero, i comuni italiani facenti parte del PNL potranno utilizzare l’adesione al PNL a scopo economico, ma non è dato sapere se saranno chiamati anche loro a contribuire nella somma di 10 Fr. per abitante come avviene per tutti gli altri comuni svizzeri
  • i prodotti regionali con marchio parco potranno subire un aumento di prezzo giustificato dall’utilizzo del brand ma senza per forza incrementarne la qualità
  • le ricadute economiche dirette saranno minime rispetto all’onere finanziario sostenuto