No perché l’entrata in materia con la prima fase ci porterebbe a un pendio scivoloso nel quale le condizioni diventeranno progressivamente più rigide

Abbiamo già avuto modo di commentare al punto 2 come il progetto attuale non sia pienamente compatibile con le disposizioni dell’ordinanza (vedi ad esempio l’insufficienza di superficie delle aree destinate a Zona centrale). Ammettendo che il progetto venisse riconosciuto, ci si deve attendere che vengano formulate delle riserve che impegnerebbero i promotori a un adeguamento sul lungo termine. Non sarà facile e certamente nemmeno indolore trovare i circa.20 km2 supplementari da destinare a Zona centrale.

È plausibile attendersi che anche alcune deroghe previste e quindi tollerate per la fase iniziale (ad esempio il controllo venatorio delle specie nocive anche in Zona centrale) non possano venire perpetuamente rinnovate. Sempre perseguendo il medesimo ragionamento burocratico di aderenza ai testi di legge, anche le disposizioni (di cui non si conosce ancora l’esatta formulazione) che regolano l’attività nelle zone periferiche potrebbero venire progressivamente ristrette nelle fasi successive.

È ingenuo immaginare che l’ordinanza sui parchi possa venire adattata alle peculiarità del PNL, se del caso succederà il contrario. Quindi, la concretizzazione di questo progetto implica anche una disponibilità a subire in un secondo tempo le restrizioni appena citate. Queste restrizioni non verranno imposte in maniera brutale ma saranno perseguite in punta di piedi con la ben nota tecnica della “Salami-Taktik”. Secondo questa modalità, il nostro potere di autodeterminazione verrà eroso una fetta alla volta, e senza averne piena consapevolezza rimarremo invischiati in una situazione di difficile uscita. Quindi ci troveremo con le mani legate prima con lo spago e poi con robuste corde.

La perdita di autonomia decisionale viene generalmente compensata con i contributi ricorrenti. È il caso anche di questo progetto. Questi sembrano estremamente benvenuti per le zone periferiche, ma a lungo termine si trasformano in una pericolosa dipendenza che mette il tessuto socioeconomico in una condizione di difficile reversibilità. Non lasciamoci allettare da miraggi che ci conducono a una sudditanza che non meritiamo.