No perché la pressione per l’istituzione di nuovi parchi nazionali proviene in parte da una fumosa e pervasiva strategia a livello europeo per la reintroduzione dei grandi predatori

Nel PDG l’accenno alla problematica dei grandi predatori è incredibilmente sfumato ed è proposto solamente nella sezione dedicata alle attività di ricerca [3]. Invece bisogna rendersi conto che la creazione di zone a inselvatichimento programmato fa parte di una strategia pervasiva portata avanti ormai da diversi decenni da organismi di livello europeo e mondiale (come ad esempio la IUCN) per facilitare o permettere proprio la reintroduzione attiva o passiva di grandi predatori come il lupo e l’orso.

Questo avviene in aggiunta ai programmi europei ufficiali e forse più noti come ad esempio Wolfalps e Life Ursus. Incidentalmente mi sembra importante segnalare come la regione Trentino abbia recentemente dichiarato di ritirarsi ufficialmente dal programma Life Ursus poiché dopo l’euforia dei primi due decenni l’impresa ha rivelato tutta la sua ingestibilità avendo generato e continuando a generare un elevato numero di esemplari problematici. Il mio invito è di prendere esempio da chi ha sperimentato sulla propria pelle cosa significhino tali operazioni artificiose che furono a suo tempo intraprese lasciandosi allettare dal miraggio di generosi finanziamenti.

Invece e purtroppo non possiamo esimerci dal sospetto che anche il progetto di Parco del Locarnese partendo dal concorso di ProNatura dell’anno 2000) sia stato più o meno segretamente incoraggiato e propugnato da parte di questi organismi internazionali che ragionano in maniera totalmente avulsa dalle reali peculiarità e necessità del nostro territorio.

Concretamente, il PNL si troverebbe a qualche tiro di schioppo dal Parco nazionale della Val Grande che attualmente continua ad aderire al progetto Wolfalps. Questo significa che con l’irrigidimento della protezione si verrebbero a creare condizioni favorevoli per il passaggio o l’insediamento di grandi predatori. Già è difficile ottenere il permesso di abbattere grandi predatori problematici nelle zone non protette, immaginiamoci se fosse possibile concedere il permesso di abbattimento in un parco nazionale! In tal modo la problematica dei grandi predatori non sarebbe più solamente un problema interno al PNL ma ricadrebbe sulle altre regioni del cantone, a iniziare da quelle contigue.

Bisogna quindi rendersi conto di quanto la recente euforia per un aumento dei parchi nazionali sia stata fomentata dalle attività di persuasione provenienti dall’esterno menzionate pocanzi, attività che ha trovato facile rimbalzo nelle associazioni locali che si ergono a vera o presunta difesa della Natura. Si tratta quindi di una specie di “colonialismo ideologico” al quale dovremmo interporre un meritato contrasto.

Il primo passo consiste nel riconoscere l’importanza di queste pressioni dall’esterno e il secondo è quello di difendere la nostra autonomia di giudizio e di azione e mantenere la lucidità necessaria per valutare in maniera oggettiva la bilancia dei costi e dei benefici.