Constatazione D

Rileviamo innanzitutto che la maggior parte del territorio del PNL è messo a disposizione da comuni scarsamente popolati e che tuttavia sono proprio gli abitanti dei medesimi comuni ad occuparsi maggiormente delle attività rurali a contatto con la natura. Per contro, altri comuni popolosi, non includono la parte abitata nel perimetro del PNL, lasciando così i propri residenti pienamente ignari delle reali conseguenze dell’istituzione dello stesso. Se prendiamo in esame la mappa geografica del territorio che compone gli 8 comuni e i 12 patriziati, notiamo subito che i grandi centri abitati di Losone, Ascona, Brissago e Terre di Pedemonte sono esclusi dal perimetro del progetto. Tuttavia la legge prevede che tutti i cittadini dell’intero comune avente area parco sul proprio suolo si rechino alle urne, mentre i patrizi, notoriamente più legati al territorio in quanto normalmente maggiori detentori della superficie, non hanno alcun diritto di esprimersi. (Vedi anche la tematica Parco e libertà individuali)

– Domanda D1: È possibile propagandare un processo di consultazione popolare come “democratico” quando lo stesso è stato volutamente reso separato in compartimenti per diminuire i rischi legati, e citiamo la frase dei promotori: “conflitti con i portatori di interesse nelle zone di maggiore tutela”?

– Domanda D2: Nero su bianco si afferma che vengono lasciati fuori taluni gruppi di persone perché ritenuti potenzialmente dannosi o pericolosi per una buona riuscita del progetto. Detto ciò, non vi fa ancora più rabbrividire il fatto che non vi sia stata ad oggi un’autorità politica che abbia preso posizione critica in merito?

– Domanda D3: Come è possibile attendersi un giudizio e una scelta responsabile da parte della popolazione, informata ufficialmente solo per mezzo dei fautori del progetto che ritengono gli scettici: persone “annebbiate da pregiudizi”, “che parlano a vanvera senza conoscere i dettagli”, “che mettono in circolazione dicerie inconsistenti”, “retrogradi che non sanno cogliere le occasioni”; che ovviamente sono di parte ed incapaci di autocritica?

– Domanda D4: Il Cantone Ticino ha finanziato l’associazione PNL con 900’000 Fr. per promuovere la parte informativa alla popolazione nel periodo 2016 – data della votazione. Chi dovrebbe tutelare i diritti del cittadino, per un’informazione corretta, non si è benché minimamente preoccupato di creare una commissione imparziale in grado di supervisionare, con trasparenza e responsabilità,  il progetto, oltretutto considerando che la somma statale stratosferica elargita è stata affidata ad un gruppo con evidenti problemi di conflitti di interessi. Perché non è stata promossa una commissione ad hoc?

– Domanda D5: La popolazione dei comuni del parco è di ca. 20’000 abitanti di cui 18`000 vivono principalmente nelle zone edificate escluse dal perimetro dello stesso. A queste persone non interessa minimamente se le zone nucleo portano degli scompensi ai circa 2’000 residenti delle valli laterali, che sono poi coloro che maggiormente risentono di potenziali economici limitati, e dove le zone centrali sono accumulate. Non tenendo conto di questa situazione demografica e accettando la creazione del parco nazionale, si pregiudicherà maggiormente il futuro della popolazione vallerana, portandola al livello di una riserva antropica, consolidando i fenomeni del progressivo invecchiamento e dello spopolamento. La Natura (intendiamo quella vera e vissuta) che merita nella sua essenzialità di essere gestita da chi la ama e la rispetta, può essere oggetto di decisione da parte di chi non è cresciuto in un contesto che gli ha permesso di accrescere una consapevolezza responsabile di cosa sia idoneo o meno in essa? Purtroppo oggi una buona parte della popolazione vive la natura in maniera indiretta o in occasioni di attività di svago, questi aspetti sono sufficienti a consapevolmente avvallare un tema così delicato e sfaccettato?