Constatazione B

A sostegno della nostra argomentazione richiamiamo la tabella grafica con le caratteristiche e le funzioni delle varie categorie di aree protette:

 

L’analisi della tabella con categorie e obiettivi IUCN in rapporto al PNL ed in paragone ad un possibile parco regionale in alternativa del progetto attuale (come dichiarato dal Consiglio di Stato in risposta all’interrogazione 260.08), esplicita:

  • Il mantenimento dei caratteri tradizionali e culturali non è un obiettivo del PNL ma è invece primario per un parco regionale
  • Il turismo, educazione e ricerca scientifica sono obiettivi dichiarati in egual misura
  • La protezione delle specificità naturali e culturali è maggiore in un parco regionale
  • L’uso sostenibile delle risorse è più marcato con un parco regionale
  • Un parco regionale non presenta limiti di wilderness (non ci sono zone nucleo limitative)
  • La ricerca scientifica è rappresentata in egual misura
  • La componente di protezione ambientale e biodiversità è più marcata in un parco nazionale

Elencate le specificità, non si evince alcuna motivazione logica della scelta a priori per il locarnese di un modello limitante la libertà personale e capace di indurre un progressivo spopolamento, anziché un modello di parco regionale (classe 5) avente i medesimi obiettivi turistici, di ricerca scientifica, educativi ma soprattutto molto più orientato alla promozione della popolazione locale e alla salvaguardia dei caratteri rurali, tradizionali e all’uso sostenibile delle risorse naturali.

– Domanda B1: visti i presupposti, perché sono stati sottovalutati gli aspetti culturali, tradizionali e turistici della categoria 5?

– Domanda B2: l’obiettivo di protezione ambientale nel PNL per come è stato presentato, è chiaramente un fattore di secondaria importanza ed uno specchietto per le allodole. Nelle serate di presentazione ha ricoperto un marginale capitolo introduttivo esaltante, di lode al paesaggio e al territorio per poi passare completamente nel dimenticatoio lasciando ampio spazio al “valore aggiunto”, “introito locale”, “ricaduta demografica positiva” e molti alti concetti sbandierati ad oltranza che nulla hanno a che fare con la naturalezza delle nostre montagne a cui viene anteposto il fattore turistico ed economico in primis. Allora per questo motivo, perché non è stato portato avanti un progetto di parco regionale, che non necessita l’istituzione di limitative zone centrali a discapito anche di attività turistiche, e senza i problemi di concessione di ridicole deroghe e regolamentazioni assurde (alpeggi, elicotteri, sentieri di attraversamento, arrampicata, ecc..) e allo stesso tempo facente contenti pure i talebani conservatori ambientalisti?